Che cosa aspettarsi dai mercati nel 2022?

7 Gennaio 2022, di Massimo De Palma (GAM)

Il nuovo anno si apre con la consueta stagione degli utili relativi al quarto trimestre 2021. È molto probabile che i risultati battano nuovamente le stime di consenso e che si prospetti un outlook positivo anche per il primo trimestre.

Gli analisti stimano per l’intero 2022 un tasso di crescita degli utili del 9,2% per le aziende Usa dello S&P 500, ben superiore alla media decennale (2011-2020) che è stata del 5%.

Guardando all’Europa le previsioni per lo STOXX 600 sono di un EBIT del 15,5%, simile all’anno precedente ma superiore alla media decennale del 13%. In termini assoluti, come ben sappiamo, l’investimento azionario non è a buon mercato. In termini relativi invece rimane interessante.

L’acronimo TINA “There is No Alternative”, sempre attuale, evidenzia come con i tassi di interesse in molti casi negativi, l’azionario rimane l’unica alternativa all’investitore per ottenere rendimento. Questi elementi fanno propendere per la prosecuzione della tendenza in atto. Teniamo conto però che l’evoluzione della pandemia continua ad essere un grosso punto interrogativo che rimarrà centrale in tutti gli scenari.

Dovremo inoltre affrontare alcune fasi delicate nel corso dell’anno.

Guardando alla FED, dopo l’ultima riunione di dicembre, possiamo dire che non si trovi più “dietro la curva”, con tre rialzi attesi nel 2022. È da comprendere come Powell vorrà rispondere ai dati sull’inflazione, se in modo aggressivo rischiando reazioni negative dei mercati, oppure più paziente attendendo un progressivo rientro dell’indice dei prezzi a partire dal secondo trimestre.

In secondo luogo, il piano Build Back Better da 3,5 trilioni di dollari del Presidente Biden non sembra sia destinato a passare al Senato e potrebbe venire drasticamente ridimensionato. In un anno elettorale difficilmente i Democratici moderati voteranno aumenti di tasse.

Le previsioni sono inoltre che le elezioni di Mid Term porteranno una maggioranza Repubblicana al Senato, con conseguente limitata capacità di manovra per Biden. Quindi, nell’avvicinarsi a novembre, è probabile un certo nervosismo sui mercati, condizionato dall’evoluzione dei sondaggi. Passando alla Cina, rimane delicata la relazione con gli Stati Uniti. I rapporti bilaterali devono trovare soluzioni non solo dal punto di vista commerciale, ma anche da quello politico. La questione di Taiwan rimane sul tavolo e potrebbe portare ulteriori tensioni nel prossimo futuro.

A livello economico, dopo il rallentamento nel corso del 2021, è evidente la volontà delle Autorità di intervenire in modo da creare le condizioni per stabilizzare il sistema e ridare slancio alla crescita.

Infine, guardando all’Italia, il 24 gennaio inizieranno le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. L’eventuale elezione del premier Draghi potrebbe portare instabilità al quadro politico, determinando la scadenza anticipata della legislatura. La gestione accorta della situazione potrebbe evitare eventuali tensioni sui mercati finanziari.