Open Banking: sorpresa, Italia si scopre paese virtuoso nel pagamenti digitali

15 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante una storica riluttanza ad abbandonare il contante (il 52% dei consumatori lo considera ancora strumento di pagamento principale, contro una media europea del 47%) e con un utilizzo delle carte di debito o credito basso (29% dei consumatori contro il 42% della media europea), l’Italia è tuttavia il Paese Europeo più virtuoso per i pagamenti digitali via mobile: il 24% degli italiani già utilizza il proprio smartphone per effettuare pagamenti (con una media europea del 13%).

Sono alcuni dei dati emersi dallo studio sui pagamenti in Europa elaborato da PwC. Lo studio ha coinvolto un totale di 2.500 consumatori di dieci paesi europei dei quali sono state analizzate le loro abitudini e preferenze in ambito pagamenti. La ricerca ha riguardato anche 58 esperti del settore in 12 paesi.

“Le banche devono cogliere le opportunità dell’Open Banking sviluppando un modello di servizio innovativo, attraverso l’introduzione di nuove funzionalità in grado di migliorare la user experience lato cliente e contemporaneamente i ricavi commissionali della banca, attraverso servizi e prodotti creati in collaborazione con terze parti in logica di ecosistema. È ora necessario un cambio di passo.” ha commentato Marco Folcia, EMEA Payments Leader di PwC.

La “passione” degli italiani per il contante risiede in molteplici fattori. Il 37% dei rispondenti dichiara che spesso è il solo mezzo accettato. Il 22% lo utilizza per comodità e velocità, il 21% ha preoccupazioni legate alla sicurezza mentre il 16% ritiene di poter tracciare meglio le proprie spese. Sicurezza e controllo sono quindi i principali aspetti su cui andrebbero educati i consumatori italiani, secondo Pwc.

L’affidabilità dell’ente e l’attrattività dei benefici invece sono i driver principali che spingerebbero i consumatori a condividere i propri dati con terze parti. L’11% dei rispondenti (contro una media europea del 6%) dichiara infatti che condividerebbe i propri dati solo se i benefici risultino convenienti mentre il 7% (in linea con media europea) solo con aziende conosciute e fidate. Il 6% dei rispondenti invece condividerebbe i propri dati esclusivamente al verificarsi di entrambe le condizioni.

L’analisi di PwC rileva inoltre una netta disparità tra quanto dichiarato dai consumatori e il percepito degli operatori del settore. In Europa mediamente il 20% dei consumatori dichiara di essere disponibile a condividere i dati con terze parti mentre l’aspettativa da parte degli addetti ai lavori è del 93%.

Le banche tradizionali e le società che emettono carte di pagamento sono gli enti preferiti con i quali i consumatori italiani condividerebbero i loro dati (18%) seguiti da provider di pagamenti (es. PayPal) con il 12%. Solo il 5% dei rispondenti condividerebbe i propri dati con fintech e l’8% con i giganti del web (Google, Amazon, Facebook, Apple).