Ondata di vendite a Piazza Affari, timori per ripresa

24 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Martedì nero per la borsa milanese, che risente al pari degli altri listini mondiali dei timori per un indebolimento dell’economia. A peggiorare la situazione ci hanno pensato nel pomeriggio gli ennesimi dati macro deludenti provenienti dagli USA, in particolare quello sulle vendite di case esistenti letteralmente crollate a luglio. Anche l’indice Fed manifatturiero del distretto di Richmond è sceso più delle attese, a testimonianza di come la ripartenza della locomotiva USA sia lenta e vacillante. A nulla sono serviti gli ottimi dati sul PIL tedesco e quelli sugli ordini all’industria della Zone Euro, questi ultimi saliti oltre le attese. A minare l’ottimismo per la vivacità mostrata dall’Europa negli ultimi tempi è intervenuto tuttavia un membro della Bank of England che in una intervista non ha escluso un double dip per la Gran Bretagna. Sul mercato valutario l’euro esangue della mattinata lascia il posto ad una moneta unica in rimonta dei confronti del dollaro. Il cross eur/usd viaggia ora a 1,2683 usd dopo essersi spinto oltre quota 1,27 usd. Depresso il prezzo del greggio con il barile sul Wti a 72,1 dollari in attesa dei dati sulle scorte di greggio in USA, che gli analisti stimano in deciso aumento. Il Ftse All Share lscia sul parterre l’1,58% a 20.218 punti, stessa variazione percentuale del Ftse Mib che si attesta a 19.694 punti. Nel paniere principale prevale il rosso con poche eccezioni . TRa queste si collocano alcuni titoli difensivi come Terna, Parmalat e Autogrill. Si salva anche il lusso con Bulgari. Pioggia di vendite su Impregilo che risente indirettamente del tonfo delle costruzioni in Europa dopo l’allarme utili lanciato dal’irlandese Crh e il report negativo di BofA Merrill Lynch sulla francese Lafarge. Oggi il ministro dei trasporti Mattioli ha dichiarato che per la costruzione dell’autostrada in Libia, per la quale sono pervenute 20 domande tutte da ditte italiane, verrano creati tre consorzi e il costo sarà di 5 mld di euro. Nel settore cavi prese di mira le Prysmian, tra i tech scivola STM. Sempre sotto i riflettori Fiat, mentre si infiammano le polemiche sul caso dei tre operai di Melfi licenziati e poi reintegrati dal giudice. Il Partito Socialista Italiano ha annunciato per domani un sit in davanti alla fabbrica in Basilicata. Tutte in rosso le banche, in particolare Unicredit, penalizzata da giudizi non buoni da parte di Goldman Sachs che ha bacchettato anche Intesa Sanpaolo e MPS. Sul completo riesce a fare prezzo Investimenti e Sviluppo, dopo il balzo della vigilia nel primo giorno dell’aumento di capitale. Anche oggi il titolo ha segnato rialzi a due cifre.