Olio : 2007 record. Export made in Italy in calo

4 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Due milioni e 820 mila tonnellate contro i due milioni e 600 mila della campagna 2005-2006. La produzione mondiale di olio, trainata dai Paesi del Mediterraneo, cresce a livelli record. L’Unaprol, l’associazione dei produttori olivicoli, spiega che \”in ambito comunitario spicca il volo la Spagna, che con una previsione pari a circa 1,095 milioni di tonnellate di olio di oliva rappresenta una quota del 50 per cento della produzione totale a livello mondiale e registra un incremento di un terzo della produzione rispetto alla scorsa annata\”. Di poco al di sopra dei 2,9 milioni di tonnellate i consumi. Buona la performance del Mediterraneo. La Siria spicca con un aumento del 54 per cento della produzione rispetto all’annata precedente e raggiunge le 154 mila tonnellate. Non altrettanto bene fa la Tunisia, che con le sue 160 mila tonnellate registra una sensibile riduzione: il 20 per cento rispetto al 2005. L’Italia, con quasi 6 mila frantoi, resta il Paese che conta il maggior numero di impianti in attivi. La quota di produzione nazionale a livello mondiale si attesta intorno al 30 per cento, in calo del 10 per cento secondo i dati dell’Istat aggiornati a febbraio 2007, sei punti percentuali in meno di quanto previsto a fine ottobre 2006 da Unaprol-Ismea. Positivi i dati relativi alla domanda: i consumatori italiani hanno iniziato a consumare più olio rispetto allo scorso anno, con acquisti che hanno superato le 870 mila tonnellate. Nel 2006, secondo i dati Unaprol, le esportazioni totali di olio di oliva si sono attestate intorno alle 323 mila tonnellate, delle quali 200 mila di oli vergini. Il dato è negativo e significa un calo delle esportazioni nazionali del 13 per cento, in quantità, rispetto al 2005. Meglio il dato relativo al loro valore: più 9 per cento, con prezzi medi di scambio intorno ai 3,3 euro per chilogrammo. A trainare le vendite all’estero di olio di oliva italiano sono state la domanda statunitense e tedesca, che insieme rappresentano la metà dei volumi consegnati oltre frontiera e degli introiti corrispettivi. \”Gli Stati Uniti – spiega Unaprol – si confermano il principale mercato di sbocco delle esportazioni nazionale (37 per cento), nonostante un calo dei volumi del 12 per cento rispetto all’anno scorso. La Germania si posiziona intorno al 14 per cento dei volumi e al 13 per cento degli introiti\”.

di Monica Piscitelli