Obbligazioni a tasso fisso o variabile? Guardate anche agli ibridi

22 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Certo, che di questi tempi investire sull’obbligazionario, sia esso a tassi fissi che a tassi variabili, si rivela una scelta davvero difficile. I tassi fissi sono infatti davvero bassi, mentre quelli variabili potrebbero scontare il timore relativo all’arrivo di nuovi aumenti dei tassi di interesse.

Cosa fare dunque, in questo contesto? Per Massimo Intropido, responsabile di Analisi Tecnica di Ricerca e Mercati intervistato da Class Cnbc, al momento le prospettive sono di un aumento dei tassi di interesse, sia in vista di un miglioramento dell’economia sia per le previsioni di una crescita dell’inflazione o, ovviamente, per entrambe le cose.

Certo, tali prospettive sono state rimandate al momento in alcuni casi: basta vedere il caso della Fed che sta procedendo a fare invece il contrario proprio per la crescita anemica della congiuntura Usa.

Dunque, in questa ottica, è importante optare per un “portafoglio bilanciato, che tenga conto anche della presenza sul mercato di titoli ibridi, come titoli a tasso fisso step up o dei titoli a tsso variabile con minimo garantito”.

Questi titoli riescono per Intropido a soddisfare due esigenze: quella di disporre di rendimenti soddisfacenti ma anche di non soffrire le conseguenze in futuro di un aumento dei tassi di interesse.