Obama tassa i più ricchi, Wall Street in rivolta

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Stavolta il discorso del presidente Usa sullo Stato dell’Unione segnerà un cambiamento di politica e non solo di linguaggio. Insieme alla controversa riforma del sistema sanitario (Obamacare), le misure che Barack Obama vuole imporre domani notte sono destinate a modellare per empre il testamento che lascerà al termine del suo secondo e ultimo mandato.

Il leader americano annuncerà una stretta fiscale sui più ricchi, con l’obiettivo di aiutare le classi medie, considerate dai Democratici il vero traascinatore della crescita americana e simbolo del successo di una società in cui “tutto è possibile” e non bisogna mai vergognarsi degli insuccessi.

Il settore delle grandi banche e i Repubblicani hanno aspramente criticato l’ipotesi di aumentare le tasse per Wall Street e per i più benestanti, ma Obama, secondo cui verrà impattato solo quasi esclusivamente l’1% della popolazione, sembra voler tirare dritto ed essere il primo ad avanzare una proposta concreta in materia di politica economica.

Martedì alle 21 ora locale (le 3 di notte in Italia) l’inquilino della Casa Bianca farà presente i suoi obiettivi e priorità legislative per gli ultimi due anni del suo mandato. Avendo dalla sua parte buoni dati economici, il presidente Usa potrà permettersi di affrontare un Congresso “ostile” (entrambe le Camere sono infatti ora controllate dai Repubblicani) con delle frecce al suo arco.

“Non voglio trascorrere due anni sulla difensiva, giocherò all’attacco”, ha avvertito in una riunione a porte chiuse dinanzi ai democratici del Senato, secondo quando riferito dai media.

Gli ultimi dati macro sono stati per lo più positivi: il tasso di disoccupazione, per esempio, è sceso sotto il 6%. Ora Obama vuole che tutti gli americani ne possano beneficiare. “La buona notizia è che l’economia si è ripresa, la crisi è dietro di noi, ora dobbiamo fare in modo che tutti ne traggano vantaggio”, ha detto a Baltimore il presidente.

Il leader dei Democratici ha già annunciato alcune della sue priorità per i prossimi due anni, a cominciare da una riforma fiscale che aumenti le tasse ai più ricchi, la facilitazione dell’accesso alla proprietà, il miglioramento dell’accesso a Internet ad alta velocità, due anni di iscrizione gratuita ai cosiddetti ‘community college’ che offrono corsi universitari brevi.

Secondo il New York Times, che ha sentito fonti dell’amministrazione, Obama proporrà che il Congresso approvi un aumento delle imposte e tasse ai più ricchi e alle grandi entità finanziarie in modo da poter tagliare i tributi alla classe media: l’obiettivo è raccogliere 230 miliardi di dollari in dieci anni e ridurre di 175 miliardi di dollari nello stesso arco di tempo le imposte per le famiglie della ‘middle class’. In totale Obama punta a recuperare oltre 300 miliardi di dollari.

Il piano prevede di aumentare le imposte su plusvalenze e dividendi dal 23,8 al 28% per le coppie con introiti superiori ai 500 mila dollari all’anno. E vorrebbe una nuova tassa per le banche con asset superiori ai 50 miliardi di dollari, che si utilizzeranno per finanziare i tagli alle tasse per i dipendenti della classe media (previsto un credito di 500 dollari annui per le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano), l’aumento degli sgravi fiscali per la scolarizzazione dei figli e incentivi al risparmio per la pensione.

Nella proposta è previsto anche un modo per porre rimedio a una scappatoia fiscale, che attualmente consente alle famiglie più benestanti di trasferire agli eredi beni senza pagare tasse.

DISEGUAGLIANZE ANCORA IN CRESCITA

Le diseguaglianze crescenti nel mondo globalizzato, dominato in occidente dal capitalismo sfrenato della finanza hanno indignato gran parte della popolazione che non appartiene all’1% dei “fortunati” o persone che hanno avuto un grande successo nella vita. Contrastare “l’1%” è uno degli slogan che vennero usati dai manifestanti e attivisti del movimento Occupy Wall Street, che nel settembre del 2011 mise in subbuglio il distretto finanziario di Manhattan, il cuore della finanza mondiale.

Ebbene, le ricchezze ammassate dall’uno per cento dei super-ricchi del mondo supererà quelle possedute dal restante 99% della popolazione globale il prossimo anno. Nel suo ultimo rapporto, l’ONG Oxfam spiega come all’uno per cento più ricco toccherà più del 50% già nel 2016, ai tassi di accumulazione attuali, dato che la loro fetta è salita dal 44% del 2009 al 48% del 2014. Un'”esplosione della disuguaglianza”, come la chiama l’Oxfam, che ostacola la lotta alla povertà.

Del restante 52% della ricchezza globale, quasi il 46% è in mano al quinto più ricco della popolazione. Tutti gli altri si dividono il 5,5% con una ricchezza media per adulto di 3.851 dollari nel 2014.un adulto che fa parte delll’uno per cento al top possiede in media beni per 2,7 milioni di dollari.

Oxfam promette una lotta senza quartiere alla “marea montante della disuguaglianza” e chiederà iniziative urgenti per fermare l’evasiona fiscale da parte delle aziende Domani notte il presidente Usa Barack Obama nel suo discorso sullo Stato dell’Unione dovrebbe annunciare una stretta fiscale sui super-ricchi per aiutare le classi medie. Già a ottobre il colosso bancario svizzero Credit Suisse aveva detto che l’uno per cento della popolazione mondiale possiede quasi metà delle ricchezze.

(DaC)