Obama: “caos in Libia, colpa degli scrocconi europei”

11 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – Gli alleati dell’America nel Golfo Persico? ”Free riders” li definisce Barack Obama, letteralmente “scrocconi” che lo indispettiscono. Non usa mezzi termini il presidente degli Stati Uniti parlando in una seria di interviste pubblicate sul magazine The Atlantici per definire gli alleati americani nel Golfo Persico, in primis Francia e Inghilterra.

Critica soprattutto l’attuale primo ministro inglese, David Cameron, e l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy per l’operazione condotta in Libia contro Gheddafi nel 2011.

Oggi il paese africano è “nel caos”, dice Obama definendo il sostegno dell’America all’intervento della Nato nella nazione “un errore, dovuto alla convinzione errata che i governi di Parigi e Londra si sarebbero assunti maggiore responsabilità nella gestione post militare della Libia, cosa che invece non è avvenuta.
“Quando torno indietro e mi chiedo cosa è andato storto, c’è spazio per le critiche perché avevo più fiducia che gli europei, data la vicinanza alla Libia, investissero nel follow-up (assistenza)”.

L’intervento degli Stati Uniti in Libia, afferma Obama, si era reso necessario perché “l’ordine sociale nel paese era andato in fumo”.

“L’opzione numero uno era non fare nulla e c’era qualcuno nell’amministrazione che disse che non era un nostro problema per quanto la situazione libica fosse tragica. Il modo a cui guardai alla situazione allora fu che sarebbe diventato un nostro problema se fossero esplosi in Libia un caos totale e una guerra civile. E nonostante tutto ciò, la Libia è un caos e il piano di intervento non ha funzionato”.
Ma oltre alla mancanza di una gestione post-intervento da parte di Francia e Inghilterra, a pesare sull’attuale caos in Libia, secondo Obama, anche le dinamiche interne del paese:
“Il grado di divisione tribale in Libia si è rivelato maggiore di quanto i nostri analisti si attendessero e la nostra capacità di avere delle strutture in loco per avviare attività di training e per fornire risorse è venuta rapidamente meno”.