Obama ammette: uccisi 4 americani con droni

23 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Alla vigilia dell’atteso discorso del presidente Barack Obama sulla sicurezza nazionale, la sua amministrazione ha ammesso per la prima volta di aver ucciso quattro cittadini americani in attacchi con droni. Gli episodi risalgono a un periodo compreso tra il 2009 e il 2011 e sono avvenuti in Yemen e in Pakistan.

La notizia è stata rivelata dal New York Times, entrato in possesso di una lettera inviata dal capo del dipartimento di Giustizia, Eric Holder, ai leader repubblicani e democratici al Congresso.

Nella nota si legge che il governo ha ucciso deliberatamente il cittadino americano Anwar al-Awlaki, imam estremista morto in Yemen nel 2011. La responsabilità degli Stati Unti era stata più volte denunciata, ma la Casa Bianca fino a ieri si era rifiutata di confermare o negare la notizia.

Nella lettera Holder ammette che la Casa Bianca ha ucciso altri tre cittadini in raid con droni: Samir Khan, che ha perso la vita nello stesso attacco di al-Awlaki, Abdulrahman al-Awlaki (il figlio dell’imam ucciso in Yemen) e Jude Mohammed, ucciso in Pakistan nel 2011.

La rivelazione sembra preparare il terreno a Obama che oggi, alla National Defense University di Washington, affronterà diversi temi spinosi per il suo governo: cercherà di giustificare le sue politiche antiterroristiche, le azioni dei droni e la mancata chiusura del centro di detenzione di Guantanamo, promessa fin dalla sua prima corsa alla Casa Bianca.

Momento no per il presidente, per i continui attacchi dei repubblicani sulle bugie che la Casa Bianca avrebbe proferito continuamento.

Per bugie si intendono la copertura dei dettagli sull’attacco terroristico di Bengasi, in Libia, in cui perse la vita l’ambasciatore americano Chris Steven, lo scandalo che ha visto l’agenzia del fisco americana, l’IRS, prendere di mira i gruppi politici conservatori, in particolare i membri del Tea Party e l’attività di spionaggio con cui l’amministrazione Obama è venuta in possesso di diverse telefonate dei giornalisti dell’Associated Press.

Tanto che si è parlato giorni fa anche del rischio impeachment che il presidente correrebbe. (TMNEWS+WSI)