Nuovi dati di studio: ‘Januvia’® (sitagliptin) riduce in modo significativo i livelli di zucche

24 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Nuovi dati presentati alla 61a riunione scientifica annuale della “Gerontological Society of America” mostrano che ‘Januvia’® (sitagliptin), un farmaco per il diabete prodotto da Merck & Co., Inc., riduce in maniera significativa i livelli di zucchero nel sangue nei pazienti anziani con diabete di tipo 2, e non è associato con l’ipoglicemia (basso livello di zucchero nel sangue). 1 In questo studio su 206 pazienti di età compresa fra i 65 e i 96 anni, non sono stati segnalati casi di ipoglicemia nel gruppo che ha usato sitagliptin o in quello sottoposto a placebo. L’età avanzata contribuisce al rischio di ipoglicemia.2 Sitagliptin è approvato per il trattamento del diabete di tipo 2 per migliorare il controllo glicemico in combinazione con la metformina, quando la dieta e l’esercizio fisico oltre alla metformina da sola non forniscono un adeguato controllo glicemico; in combinazione con una sulfonilurea quando la dieta e l’esercizio fisico oltre la dose massima tollerata di una sulfonilurea da sola non forniscono un adeguato controllo glicemico, e quando la metformina non è appropriata a causa delle controindicazioni o dell’intolleranza; e per migliorare il controllo glicemico in combinazione con una sulfonilurea e la metformina quando la dieta e l’esercizio fisico insieme alla duplice terapia con questi agenti non forniscono un adeguato controllo glicemico. Come tipico con altri agenti anti-iperglicemici usati in combinazione con una sulfonilurea, quando il sitagliptin viene usato in combinazione con una sulfonilurea, una classe di medicine che causano notoriamente ipoglicemia, l’incidenza dell’ipoglicemia ha superato quella del placebo. Quindi una dose minore di sulfonilurea potrebbe essere necessaria per ridurre il rischio di ipoglicemia. Per i pazienti con diabete mellito di tipo 2 per i quali l’uso di un agonista PPAR? (ovvero thiazolidinedione) è appropriato, sitagliptin è indicato in combinazione con un agonista PPAR? quando la dieta e l’esercizio fisico insieme all’agonista PPAR? da solo non forniscono un adeguato controllo glicemico. Sitagliptin non dovrebbe essere usato nei pazienti con diabete di tipo 1, o per il trattamento di chetoacidosi diabetica. Il prodotto è controindicato per i pazienti con una ipersensibilità alle sostanze attive o a uno qualsiasi degli eccipienti, ed il suo uso in combinazione con l’insulina non è stato ancora studiato in modo adeguato. 3 “La popolazione anziana presenta delle difficoltà nel trattamento del diabete di tipo 2, dato che diversi fattori possono influire sulla capacità di diminuire il livello di zucchero nel sangue di questi pazienti, al fine di portarli ai livelli desiderati”, afferma il capo investigatore dello studio Nir Barzilai, M.D., direttore dell’Institute for Aging Research and Animal Physiology Core, nel Diabetes Research Training Center dell’Albert Einstein College of Medicine. “In questo studio, sitagliptin ha contribuito con efficacia ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue e non è stato associato con l’ipoglicemia”. Il Sitagliptin ha ridotto in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue senza che sia stato segnalato in questo studio alcun caso di ipoglicemia1 In questo esperimento di 24 settimane, randomizzato, a doppio cieco, controllato con il placebo, 206 pazienti con età minima di 65 anni (età media di 72 anni) con livelli di riferimento di HbA1c+ fra il 7,0 e il 10,0 percento (media di riferimento 7,8 percento) hanno assunto sitagliptin una volta al giorno (n=102) o il placebo (n=104). Nei pazienti trattati con il farmaco, la riduzione dal valore di riferimento della media placebo-regolata HbA1c dopo 24 settimane era dello 0,7 percento (sitagliptin -0,5 percento rispetto al placebo, +0,2 percento; p<0,001). Più del doppio dei pazienti trattati con sitagliptin hanno mostrato un valore HbA1c minore di quello raccomandato come obiettivo dall'American Diabetes Association per l'HbA1c del 7,0 percento dopo 24 settimane, confrontato con quello dei pazienti a cui è stato dato il placebo (35 percento rispetto al 15 percento, rispettivamente; p<0,05). I pazienti di almeno 75 anni (n=30) hanno avuto una risposta simile a quella dei pazienti di età inferiore ai 75 anni (n=71), ottenuta con il trattamento con il medicinale (riduzioni della media placebo-regolata HbA1c del 0,7 percento in entrambi i gruppi, p=0,988). Nei pazienti trattati con il sitagliptin, le riduzioni della media placebo-regolata rispetto al valore di riferimento della glicemia a digiuno (FPC - fasting plasma glucose) e dei tassi del glucosio misurati 2 ore dopo i pasti (PPG - 2-hour post prandial glucose) sono stati di 1,5 mmol/dL (27 mg/dL) e 3,4 mmol/dL (61 mg/dL), rispettivamente (p<0,001). In questo studio il dosaggio di sitagliptin è stato adattato in base alla funzione renale dei pazienti. Anche i parametri di sicurezza sono stati stabiliti in questo studio. Per i pazienti nel gruppo sitagliptin e del gruppo placebo, rispettivamente, l'incidenza degli eventi clinici avversi (ACE), sia di tenore grave che di quelli che hanno portato alla semplice sospensione del trattamento, sono stati del 46 e del 53 percento, del 7 e del 13 percento e del 5 e del 3 percento. Il peso corporeo e gli eventi clinici avversi dell'ipoglicemia e di determinati sintomi gastrointestinali (GI) (nausea, vomito, dolori addominali e diarrea), sono stati pre-specificati come eventi clinici avversi di interesse. Nessun caso di ipoglicemia pre-specificato è stato segnalato per i pazienti trattati con sitagliptin o con il placebo. L'incidenza di sintomi gastrointestinali pre-specificati è stata simile per i gruppi sottoposti al trattamento con il sitagliptin e a quello con il placebo. Gli eventi clinici avversi della costipazione (di intensità variabile da leggera a forte, ma mai grave), sono stati segnalati per cinque pazienti (5 percento) nel gruppo sitagliptin, e per zero pazienti nel gruppo placebo. La perdita di peso media rispetto al valore di riferimento è stata di 1,1 kg nei pazienti sottoposti a trattamento con sitagliptin (p=0,079) e di 1,7 kg nei pazienti trattati con placebo (p=0,010), con la differenza della media dei minimi quadrati fra i due gruppi che è stata di 0,5 kg (p = 0,299). Un importante fattore predittivo dell'importanza della riduzione HbA1c nella risposta alla terapia anti-iperglicemica è il livello del valore iniziale del paziente per l'HbA1c: più alto è questo livello iniziale dell'HbA1c, maggiore è la riduzione attesa per l'HbA1c in seguito al trattamento; ciò è stato osservato in questo studio. In un'analisi del sottogruppo di pazienti creato in base alla serietà del livello di riferimento iniziale dell'HbA1c, la media della riduzione placebo-regolata è stata dell'1,6 percento per i pazienti con un livello di riferimento dell'HbA1c del 9,0 percento o superiore (n=13), mentre delle riduzioni placebo-regolate dello 0,9 percento e dello 0,5 percento sono state osservate con i valori di riferimento dell'HbA1c compresi fra l'8,0 ed il 9,0 percento (n=20) e per valori inferiori all'8,0 percento (n=68), rispettivamente (p=0,043, per il trattamento di un sottogruppo d'interazione).1 Il diabete di tipo 2 negli anziani Il diabete di tipo 2 può essere più difficile e complicato per il trattamento nei pazienti anziani se comparato al trattamento per i pazienti più giovani. Le terapie per i pazienti anziani devone essere selezionata con attenzione, alla luce della presenza frequente di comorbilità o dell'uso di altre medicazioni. 1 Il raggiungimento dei valori glicemici con la contemporanea minimizzazione dell'ipoglicemia può anche essere una sfida per i pazienti che anziani affetti da diabete di tipo 2, mentre la stessa età avanzata può essere un fattore che contribuisce al rischio di ipoglicemia.2 Il riconoscimento dell'ipoglicemia può essere ridotto nelle persone anziane. I sintomi dell'ipoglicemia possono includere: tremore intenzionale, vertigini, sudorazione, fame, mal di testa, colorito pallido, umore improvvisamente variabile e cambiamenti di comportamento, goffagine o movimenti discontinui, convulsioni, stati confusionali e perdita di coscienza. Uso di sitagliptin per le persone anziane Dal numero totale di soggetti (n=3884) negli studi clinici per la sicurezza e l'efficacia e precedenti all'approvazione di sitagliptin, 725 pazienti avevano un'età di almeno 65 anni, mentre 61 pazienti avevano un'età di almeno 75 anni. Nessuna differenza complessiva per la sicurezza o l'efficacia è stata osservata tra i pazienti di almeno 65 anni, e per i pazienti più giovani. Nonostante questa ed altre esperienze cliniche registrate, non è stata identificata alcuna differenza nella risposta dei pazienti più giovani e più anziani, ma una maggiore sensibilità di alcuni degli individui più anziani non può essere esclusa.4 Informazioni aggiuntive su sitagliptin In alcuni studi clinici controllati sia come monoterapia che come terapia in combinazione con metformina o pioglitazone, l'incidenza complessiva degli effetti collaterali negativi, come l'ipoglicemia e la sospensione della terapia a causa delle reazioni cliniche contrarie con il sitagliptin, è stata simile a quella del placebo. In questi studi clinici gli effetti secondari più comuni che sono stati riportati con sitagliptin (con incidenza maggiore o uguale al 5 percento e superiore al placebo), sono stati: naso intasato o gocciolante, mal di gola, infezioni delle vie respiratorie superiori e mal di testa. Negli esperimenti clinici in combinazione con una sulfonilurea (glimepiride), con o senza metformina, sitagliptin ha dimostrato un'incidenza complessiva di effetti collaterali negativi superiore a quella osservata con il placebo, che può essere parzialmente relazionata all'incidenza più alta dell'ipoglicemia. In un'analisi aggregata prespecificata di due studi in monoterapia, uno studio aggiuntivo con la metformina, e uno studio aggiuntivo con il pioglitazone, l'incidenza complessiva delle reazioni negative ipoglicemiche nei pazienti trattati con sitagliptin 100 mg è stata simile al placebo (1,2 percento contro 0,9 percento). Le reazioni negative ipoglicemiche sono basate su tutti i casi riportati di ipoglicemia; una misurazione simultanea del glucosio non è stata richiesta. In un ulteriore studio di 24 settimane, controllato con placebo e di tipo fattoriale di una terapia iniziale con sitagliptin in combinazione con la metformina, l'incidenza di ipoglicemia è stata dello 0,6 percento nei pazienti sottoposti a placebo, dello 0,6 percento nei pazienti sottoposti soltanto a sitagliptin, dello 0,8 percento nei pazienti sottoposti solo a metformina e dell'1,6 percento nei pazienti sottoposti al sitagliptin in combinazione con la metformina.4 La dose raccomandata di sitagliptin è di 100 mg una volta al giorno, con o senza cibo, per tutte le indicazioni che sono state approvate. Non è necessaria nessuna rettifica del dosaggio per i pazienti con una insufficienza epatica da leggera a moderata o in pazienti con leggera insufficienza renale (CrCl =50 mL/min). Gli studi clinici con il sitagliptin usato per pazienti con insufficienza renale moderata o grave sono limitati. Quindi l'uso del sitagliptin non è raccomandato per questa popolazione di pazienti. Avvertenze selezionate per sitagliptin Sitagliptin non è raccomandato per l'uso nei bambini e nelle persone di età inferiore ai 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sua sicurezza ed efficacia. Non ci sono dati adeguati sull'uso di sitagliptin in donne incinta. A causa della mancanza di dati, sitagliptin non dovrebbe essere usato durante la gravidanza. Ci sono stati rapporti, in seguito alla commercializzazione, relativi a casi di reazioni da ipersensibilità nei pazienti trattati con sitagliptin. Queste reazioni includono anafilassi, angioedema, e casi di dermatosi esfoliativa con sindrome di Stevens-Johnson. Dato che queste reazioni sono segnalate volontariamente da una popolazione di grandezza dubbia, è generalmente impossibile stimare in modo attendibile la loro frequenza o stabilire una relazione causale relativa all'uso del medicinale. Queste reazioni si sono generalmente manifestate entro i primi tre mesi dopo l'inizio del trattamento con sitagliptin, con alcuni casi di insorgenza dopo la prima dose. Se si sospetta una reazione di ipersensibilità, interrompere l'uso di sitagliptin, accertare la presenza di altre cause potenziali per l'evento, e adottare una terapia alternativa per il diabete. Il programma di sviluppo clinico la famiglia sitagliptin è in espansione Lo sviluppo clinico di Merck per sitagliptin è intenso e continua ad espandersi con 55 studi completati o in corso. Si stima che circa 7.400 pazienti sono stati trattati con sitagliptin da un campione di circa 12.000 pazienti che hanno partecipato agli studi clinici della Società. Inoltre, negli studi clinici, circa 2.300 pazienti sono stati trattati con sitagliptin per più di un anno e, fra questi, circa 500 pazienti sono stati trattati negli ultimi due anni. Informazioni su Merck Merck & Co., Inc. è una casa farmaceutica di livello mondiale, orientata alla ricerca, che si impegna a mettere al primo posto i pazienti. Istituita nel 1891 la società attualmente scopre, sviluppa, fabbrica e commercializza vaccini e farmaci per rispondere ad esigenze mediche ancora insoddisfatte. La società dedica grandi sforzi per accrescere l'accesso ai farmaci attraverso programmi di vasta portata, non solo donando i propri farmaci, ma anche con l'ausilio nella fornitura degli stessi a chi ne ha bisogno. Inoltre Merck pubblica informazioni sanitarie imparziali quale servizio senza fini di lucro. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito www.merck.com. Informazioni previsionali Questo comunicato stampa contiene "informazioni previsionali", termine definito nel Private Securities Litigation Reform Act del 1995. Queste affermazioni si basano sulle attuali aspettative della direzione e comportano rischi ed incertezze che possono determinare risultati sostanzialmente differenti da quelli presentati nelle affermazioni. Le "informazioni previsionali" possono comprendere affermazioni relative allo sviluppo del prodotto, al potenziale del prodotto o ai risultati economici. Nessuna "informazione previsionale" può essere garantita ed i risultati reali possono essere sostanzialmente differenti da quelli progettati. Merck non si assume alcuna obbligo di aggiornare pubblicamente le "informazioni previsionali" a seguito di nuovi dati, eventi futuri o di altra natura. Le "informazioni previsionali" di questo comunicato stampa devono essere valutate insieme a molti altri fattori di incertezza che influenzano il business di Merck, in particolare quelli citati nella sezione fattori di rischio e dichiarazioni cautelative del punto 1A del modulo 10-K di Merck per l'anno terminato il 31 dicembre 2007, e insieme a qualsiasi fattore di rischio o dichiarazione cautelativa contenuta nel resoconto periodico della Società sul Modulo 10-Q e sui rapporti attuali del Modulo 8-K, che vengono allegati come riferimento. JANUVIA® è un marchio registrato di Merck & Co., Inc. + HbA1C è una misura dell'indice glicemico medio del paziente per un periodo compreso tra i due e i tre mesi Riferimenti: 1 La monoterapia Sitagliptin di Nir Barzilai et al. è un trattamento efficace e ben tollerato per il diabete di tipo 2 nei pazienti anziani. Poster presentato alla 61a riunione scientifica annuale della Gerontological Society of America, nel novembre 2008 2 Chau D & V. Edelman S. 2001. Clinical Management of Diabetes in the Elderly. Clinical Diabetes; 19:172-175 3 Sitagliptin (Januvia) 100mg EU Summary of Product Characteristics (SmPC). Disponibile all'indirizzo: http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/januvia/H-722-PI-en.pdf 4 Dati in archivio. Merck & Co., Inc. USO LIMITATO AI GIORNALISTI AL DI FUORI DEGLI STATI UNITI DA NON UTILIZZARE PRIMA DEL GIORNO LUNEDì 24 NOVEMBRE 2008, ORE 07:00 GMT (TEMPO MEDIO DI GREENWICH) Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido. Merck & Co., Inc.Media:Amy Rose, 908-423-6537Noreen Verbrugge, 908-507-0107oInvestitori:Eva Boratto, 908-423-5185