Nucleare e gas potrebbero diventare investimenti verdi nella Ue

11 Gennaio 2022, di Alessandra Caparello

Il gas e perfino il nucleare fondamentali per favorire la transizione verso un’energia più pulita. Così la Commissione europea che ha proposto di inserire nella tassonomia green, ovvero tra le fonti rinnovabili, anche alcuni investimenti sul nucleare e sul gas.

Tassonomia green: entrano nucleare e gas

La Tassonomia è un regolamento Ue già approvato ed entrato in vigore nel luglio 2020 il quale prevedeva che la Commissione proponesse successivamente una serie di misure di attuazione (“atti delegati”), in cui vengono elencate tutte le attività economiche nei diversi settori che sono giudicate “sostenibili” e possono perciò avere accesso agli investimenti verdi della Tassonomia.

La Commissione aveva già presentato nell’aprile 2021 i suoi primi atti delegati riguardanti il clima, ma aveva lasciato fuori le attività economiche riguardanti l’energia nucleare e il gas fossile, rinviando le decisioni su questi due settori alla fine dell’anno. Così il 31 dicembre scorso, l’Esecutivo Ue ha presentato la sua proposta sul nucleare e sul gas, affermando che, a certe condizioni (anche temporali) possono avere accesso agli investimenti della Tassonomia verde.

“È necessario riconoscere che i settori del gas fossile e dell’energia nucleare possono contribuire alla decarbonizzazione dell’economia dell’Unione”, sostiene la Commissione la cui proposta prevede che solo gli impianti a gas e nucleari con gli standard più elevati siano da considerarsi green e inoltre, come riporta Deutsche Welle, gli impianti nucleari dovrebbero anche avere rigorosi piani di smaltimento dei rifiuti, mentre gli impianti a gas avrebbero un limite alla quantità di anidride carbonica rilasciata per kilowattora di energia prodotta.

Anche il Financial Times ha visionato una bozza della proposta in cui si legge che l’energia nucleare dovrebbe essere considerata una fonte sostenibile purché i paesi che ospitano le centrali siano in grado di smaltire in piena sicurezza i rifiuti tossici e di non causare “nessun danno significativo” all’ambiente.  Se la maggioranza dei membri dell’UE sosterrà la proposta, diventerà legge dal 2023.

Le posizioni dei paesi membri

Ma ovviamente le divisioni sono all’ordine del giorno. La Francia è a favore della proposta considerando che aveva spinto per l’inclusione dell’energia nucleare, visto che dall’energia nucleare arriva il 70% dell’elettricità del Paese. La proposta della Commissione europea prevede “un ruolo per il gas naturale e il nucleare come mezzi per facilitare la transizione verso un futuro energetico basato prevalentemente su fonti rinnovabili”, e prevede anche la messa a punto di misure per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Così il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton.

“Il piano europeo per etichettare come “verde” l’energia prodotta dalle centrali nucleari come quella del gas nella nuova tassonomia energetica costituisce un passo fondamentale per attrarre investimenti ed è capace di avviare “una rivoluzione industriale di ampiezza inedita”.

Contro invece Germania e Austria. “L’energia nucleare è pericolosa e non è una soluzione nella lotta ai cambiamenti climatici” così su Twitter il ministro del Clima austriaco Leonore Gewessler. “Chiaro ‘no’ all’inclusione dell’energia nucleare nella Tassonomia”, ha twittato la portavoce della Rappresentanza permanente della Germania presso l’Ue, Susanne Koerber.

Oltre alla Germania e Austria, fra i paesi contrari all’inserimento del nucleare nella Tassonomia ci sono anche Lussemburgo, probabilmente Spagna, Portogallo e Danimarca, e forse qualche altro paese.

La posizione dell’Italia

E l’Italia? Al momento non ci sarebbero posizioni ufficiale. Il leader della Lega Matteo Salvini applaude alla proposta della Commissione:

L’Italia non può stare ferma, la Lega è pronta anche a raccogliere le firme per un Referendum che porti il nostro Paese in un futuro energetico indipendente, sicuro e pulito.

No invece dalle file del M5S, con il capogruppo alla Camera Davide Crippa che attribuisce a Salvini ricette vecchie e sbagliate e invita ad adottare soluzioni più rapide e concrete.

Energia nucleare può davvero essere green?

L’energia nucleare è un’alternativa a basse emissioni di carbonio rispetto ai combustibili fossili e rappresenta una componente essenziale dell’articolazione energetica di 13 dei 27 Stati membri dell’UE e rappresenta quasi il 26 % dell’energia elettrica prodotta nell’UE. L’energia nucleare prodotta attualmente viene liberata attraverso un processo detto di fissione nucleare, che comporta la scissione di nuclei di uranio e di plutonio per rilasciare energia.

Aseguito al disastro di Chernobyl del 1986 e alla catastrofe nucleare del 2011 a Fukushima, in Giappone, quello dell’energia nucleare è divenuto un tema molto controverso anche alla luce del recente aumento dei prezzi del gas.

Che il nucleare sia fonte di energia pulita ne è convinto David Kirtley, fondatore e Ceo di Helion Energy, secondo cui “in pochi anni dimostreremo che il mondo può contare sulla fusione per essere la fonte di energia a zero carbonio di cui abbiamo disperatamente bisogno”.

“Forse la fusione nucleare non può essere usata per far volare un aereo a reazione, ma forse potrebbe essere usata per produrre carburante a idrogeno relativamente pulito, che potrebbe poi essere utilizzato in modalità che alla stessa fusione sarebbero precluse”, ha scritto il columnist di Bloomberg, Tyler Cowen, “si verificherebbe una reazione a catena, che alla fine porterebbe all’energia pulita ed economica in tutta l’economia”.