Novo Banco, di nuovo in vendita la banca dove piccoli investitori hanno ‘vinto’ sugli istituzionali

15 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La Banca del Portogallo ha rilanciato la vendita del Novo Banco, nato dal naufragio finanziario di Banco Espirito Santo (Bes) nell’agosto 2014, dopo un primo tentativo infruttuoso nel 2015. Il consiglio di amministrazione della banca centrale portoghese, conformemente all’accordo concluso in dicembre con la Commissione europea, “ha deciso di riprendere il processo di vendita” di Novo Banco, le cui modalita’ precise saranno stabilite ulteriormente.

Un primo appello era stato lanciato in settembre, ma la Banca del Portogallo aveva giudicato “insoddisfacenti” le tre offerte ricevute da gruppi cinesi Anbang e Fosun e dal fondo di investimento americano Apollo.

Poi aveva deciso di trasferire circa 2 miliardi di titoli di debito senior del Novo Banco verso Banco Espirito Santo, che verra’ ormai messo in liquidazione, rinforzando quindi il capitale della banca di transizione. Questa misura aveva reso piu’ tese le relazioni tra il governo di Lisbona e i grandi fondi di investimento Usa in merito alle modalità di salvataggio. Tanto che, secondo quanto riporta il Financial Times, “alcuni dei più grandi investitori obbligazionari di tutto il mondo hanno minacciato azioni legali”.

A scatenare le tensioni, è la violazione del principio del cosiddetto “pari passu”, in base al quale tutti gli obbligazionisti della stessa categoria hanno uguali diritti. Nel caso del Novo Banco, a essere colpite pochi giorni fa sono state cinque emissioni obbligazionarie senior dell’istituto portoghese che le locali Autorità di risoluzione hanno “spostato” dalla good bank alla bad bank.

Dalla sera alla mattina, bond senior per circa 2 miliardi di euro hanno perso il 90% circa del loro valore. Si trattava di bond nelle mani esclusivamente di investitori istituzionali esteri (tra cui cui Blackrock e Pimco) e che, quindi, non detenute dalla clientela retail, già colpita dal precedente salvataggio del Banco Espirito Santo, che aveva portato alla nazionalizzazione e alla nascita della good bank Novo Banco.

Gli analisti di Commerzbank hanno scritto in una recente nota che la disparità di trattamento tra i detentori dello stesso tipo di bond – in questo caso gli investitori retail hanno avuto la meglio su quelli istituzionali e quindi hanno beneficiato di un trattamento preferenziale, è un fenomeno preoccupante che minaccia le tutele disposte a favore dei creditori stabilite dalla normativa europea.

Ma Novo Banco ha fatto parlare di sé proprio perché il Portogallo è riuscito a tutelare i piccoli investitori, contrariamente a quanto avvenuto in Italia nel caso dei detentori di obbligazioni subordinate delle quattro banche poi salvate dallo Stato: Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Banca Etruria.

Novo Banco e’ nata dall’aggregazione degli attivi sani di Banco Espirito Santo, che e’ stato travolto dalla crisi finanziaria rovinando migliaia di piccoli rispamiatori portoghesi. Lo Stato portoghese aveva iniettato 3,9 miliardi di euro nell’estate del 2014 nella nuova banca di transizione.