Non solo flat tax: la riforma fiscale punta ai contanti nelle cassette di sicurezza

16 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Si fanno più chiari i contorni della riforma fiscale targata Lega dopo l’incontro di ieri al Viminale con le parti sociali. Un’occasione in cui è stato l’ex sottosegretario alle infrastrutture del Carroccio, Armando Siri, a delineare alle associazioni e varie sigle sindacali presenti al tavolo come sarà la flat tax, la tassa piatta.

Obiettivo, ha assicurato Siri, è garantire circa 3500 euro di risparmi per famiglie e imprese. Ma non solo flat tax. Gli altri capitoli su cui si baserà la riforma fiscale hanno come obiettivo recuperare risorse che andranno a rimpinzare le casse dello Stato, da una parte mettendo nel mirino il contante detenuto in cassette di sicurezza e dall’altra estendendo il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali, la pace fiscale, anche per le imprese in difficoltà.

Partendo dalle cassette di sicurezza, è stato il sottosegretario del Carroccio al Mef, Massimo Bitonci, che ieri all’incontro con le parti sociali ha parlato di un “tesoro” di 150 miliardi di euro detenuto dagli italiani nelle cassette, sottolineando come sia prioritaria l’emersione del contante.

Rivela Il Sole 24 ore che l’ipotesi allo studio è quella di consentire l’emersione solo di una metà o poco meno (30-40%) degli importi detenuti dal contribuente sulle cassette di sicurezza ed è su questa base imponibile che poi ognuno pagherebbe l‘Irpef secondo le sue aliquote marginali ma senza applicare sanzioni e interessi.
I professionisti dovranno certificare che gli importi di cui si chiede la sanatoria provengono da evasione fiscale e non da altre attività illecite.

In merito invece al saldo e stralcio delle cartelle esteso alle imprese, per la Lega l’ipotesi è di permettere anche alle ditte in difficoltà economica di sanare i propri debiti con il fisco, pagando una percentuale che varia dal 16 al 35 per cento dell’importo dovuto già “scontato” delle sanzioni e degli interessi di mora.