Nokia risponde alla crisi. E lo fa annunciando altri 4.000 tagli

8 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Non sfugge alla crisi il produttore finlandese di telefonini, Nokia. Ha spiazzato le Borse con l’annuncio di tagli di 4.000 posti di lavoro nei suoi stabilimenti in Finlandia, Ungheria e Messico. Il baricentro della società adesso diventerà l’Asia, dove verranno assemblati gli smartphone. La riduzione, che rappresenta l’8% della forza lavoro della divisione telefonica, farà salire oltre quota 30mila la riduzione dell’organico sotto la gestione dell’amministratore delegato, Stephen Elop. Tutto avverrà gradualmente, compresa la chiusura dello stabilimento in Romania.

“Era inevitabile: abbiamo aspettato tanto tempo, ma questa è la giusta decisione da prendere”, ha detto Steve Brazier, amministratore delegato della divisione di ricerca tecnologica. Lo stabilimento finlandese di Nokia a Salo è stata la pietra angolare del successo di Nokia nel 1990, ma adesso la realtà racconta un’altra verità. Quello verrà ricordato come l’ultimo stabilimento di assemblaggio di telefonini nell’Europa occidentale: come nel caso di molti stabilimenti delle società rivali la divisione ha chiuso i battenti ed è stata “trasferito” in Asia.

“Stephen Elop potrebbe far discutere, ma si sta dimostrando capace di guidare il cambiamento”, ha aggiunto Brazier. E, in effetti, il management di Nokia aveva anticipato da tempo che avrebbe tagliato 2.300 posti di lavoro in Ungheria, circa 1.000 posti di lavoro in Finlandia e chiuso in Messico.

Il 26 gennaio scorso, in occasione della pubblicazione della trimestrale, i dubbi erano stati sgombrati. Il calo delle vendite del 73% nel quarto trimestre, del 31% solo quelle degli smartphone, e una perdita importante non lasciavano più spazi all’indecisione.

Era dallo scorso aprile che Nokia aveva fatto sapere che avrebbe tagliato 7.000 posti di lavoro e altri 3.500 posti di lavoro a settembre. Quel momento oggi è arrivato. Anche Nokia Siemens ridurrà l’organico: qui saranno spazzati via 17 mila posti a novembre. Gli analisti non però si scompongono. “E’ tutto perfettamente in linea con gli annunci precedenti della società”, osserva qualcuno. “Ora hanno dato in più solo il numero di tagli di posti di lavoro”.