No di Marchionne mette in pericolo reputazione Chrysler

6 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il rifiuto di Sergio Marchionne di ritirare dal commercio 2,7 milioni di Jeep difettose di Chrysler, mette seriamente a repentaglio la reputazione della casa automobilistica.

Negli Stati Uniti sono in molti a essere rimasti scandalizzati dal rifiuto. Era da 16 anni che un manager di Chrysler non si opponeva a una richiesta effettuata dall’amministrazione per la sicurezza delle autostrade nazionali (la NHTSA).

Gli analisti sottolineano che la presa di posizione di Marchionne rischia di compromettere “la reputazione per la sicurezza e la qualita’ della sua linea di prodotti”. La speranza e’ che Chrysler abbia una “ragione valida per prendere una simile, sfrontata decisione”, osserva in un’intervista a Free Press Michelle Krebs, analista di Edmunds.com.

“Da quando Toyota e’ stata umiliata pubblicamente per avere intralciato le operazioni di richiamo dal mercato delle sue vetture difettose, qualche mese fa, le case automobilistiche sono state sempre molto obbedienti”.

I modelli di Chrysler presi di mira sono i Grand Cherokee costruiti dal 1993 al 2004 e le vetture Liberty fabbricate invece dal 2002 al 2007.

Secondo l’Associated Press, l’agenzia governativa statunitense facente parte del Dipartimento dei Trasporti ha rilevato che “i serbatoi di benzina delle Jeep in questione possono prendere fuoco se colpiti da dietro”.

A essere messo in discussione e’ la collocazione del serbatoio (nella parte posteriore, oltre l’asse delle ruote) e la distanza che lo separa dalla strada, che viene considerato un difetto del design dell’auto, stando a quanto scritto dalla NHTSA a Chrysler lunedi’ scorso.

Chrysler non ci sta e citando i dati a disposizione sostiene che sono stati rarissimi gli incidenti occorsi negli ultimi 30 anni che hanno visto il propagarsi di un incendio dopo il tamponamento di una Jeep della societa’.

“Il tasso del nemero di incidenti di questo tipo e di incendi provocati da una fuoriuscita di benzina – ha fatto sapere l’azienda controllata da Fiat in un comunicato – e’ simile a quello di tutte le vetture prodotte e vendute in quel periodo”.

Chrysler puo’ ancora tornare sui suoi passi. L’azienda di Detroit ha infatti tempo fino al fino al 18 giugno per rispondere alla richiesta dell’agenzia governativa. A quel punto la NHTSA emetterra’ una richiesta formale e terra’ una conferenza stampa in cui chiedera’ ufficialmente il richiamo delle vetture considerate “pericolose per la sicurezza”.

L’ultima volta che Chrysler si e’ opposa a una simile richiesta era il 1997.