No deal o Brexit soft? Westminster torna a votare

1 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Mancano meno di due settimane al 12 aprile, data entro la quale Londra dovrà dire addio all’Ue. Ed entro quella data occorre che il sistema politico britannico produca una decisione diversa dai recenti no al piano di Theresa May. Fonti di governo sostengono che, dopo i ‘voti indicativi’ previsti per oggi alla Camera dei Comuni su una serie di opzioni alternative, la premier Theresa May potrebbe proporre una sorta di ‘ballottaggio’ tra il suo piano e l’ipotesi più votata oggi.

A questo proposito, ieri, il ministro della Giustizia David Gauke, ha affermato che se il parlamento britannico voterà “a larga maggioranza” per una Brexit ‘soft’ e per la permanenza della Gran Bretagna nell’unione doganale europea la premier Theresa May non potrà che accettarlo.

“Se i deputati voteranno a valanga contro il divorzio senza accordo e favore di una Brexit più soft non credo sia fattibile ignorare questa posizione”, ha detto il ministro parlando con la Bbc. “A quel punto credo che lei (May, ndr) dovrà prendere in seria considerazione la posizione” del parlamento, ha sottolineato. Gauke ha anche dichiarato che se il governo dovesse decidere di lasciare l’Unione europea senza accordo lui si dimetterebbe “ma May ha detto chiaramente che non è una cosa che farebbe”.

Intanto mentre si fa strada l’opzione di elezioni anticipate, un sondaggio pubblicato dal Mail on Sunday rivela che  in caso di consultazioni in Gran Bretagna il partito laburista otterrebbe il 41% delle preferenze contro il 36% dei Tory.

La rilevazione indica anche che è Boris Johnson con il 15% il candidato preferito per il dopo May, seguito a distanza dal ministro degli Interni Sajid Javid (6%), quello dell’Ambiente Michael Gove (5%) e degli Esteri Jeremy Hunt (4%). Quanto alla domanda se la premier dovesse dimettersi il 41% degli intervistati ha risposto “sì subito”, il 23% “dopo che il parlamento avrà votato il suo accordo”, mentre il 22% vorrebbe che rimanesse primo ministro.