Zingaretti al M5s: vi dico i 10 motivi per cui ricorrere al Mes

29 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

In attesa di conoscere il piano di investimenti che sarà formulato dal Governo per accedere ai fondi del recovery fund (circa 180 miliardi di euro) si riapre la discussione per accedere alle risorse messe a disposizione dal Mes senza condizionalità.
Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, ha deciso di esporsi su uno dei maggiori oggetti di divisione in seno alla maggioranza: la richiesta dei fondi messi a disposizione per la sanità dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes).

In una lettera inviata al Corriere Sera, Zingaretti, leader di uno dei partiti che appoggia il governo Conte, ha fornito dieci ragioni per le quali chiedere questo prestito a termini agevolati sarebbe vantaggioso per il Paese. Il timore del M5s, da sempre ostile al Mes, è che la nuova linea di credito a ridotta condizionalità possa aprire la porta a futuri condizionamenti esterni in materia di politica economica.
Zingaretti, al contrario, ha affermato che “il servizio sanitario va considerato come un grande driver di sviluppo e di benessere: investire in questo settore è una delle variabili chiave per dare un impulso alla ripresa e ricostruire fiducia e speranza” – e i soldi del Mes possono aiutare il Paese a investire in sanità risparmiando sugli interessi sul debito.

Di seguito le 10 aree nelle quali i fondi del Mes a disposizione per l’Italia (fino a circa 40 miliardi di euro) potrebbero essere indirizzati, secondo le parole del segretario del Pd.

 

  1. Investire nella ricerca. Più risorse per ricerca biomedica e sviluppo delle apparecchiature. Nuovi investimenti nei settori delle scienze della vita e della farmaceutica.
  2. Rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario. Ospedali e poli sociosanitari sempre connessi per lo scambio immediato di dati. Nuovi strumenti per la telemedicina, le televisite e i telemonitoraggi.
  3. Dare più centralità a medicina territoriale e distretti. Miglioramento della struttura delle Asl e dei distretti che svolgono attività di promozione della salute, prevenzione e interventi terapeutici-riabilitativi.
  4. Dare più forza alla medicina di base. Più medici di base, risorse ed implementazione delle unità mobili di assistenza domiciliare e degli infermieri di famiglia e comunità, degli psicologi di cure primarie.
  5. Riformare i servizi per anziani e malati cronici. L’emergenza coronavirus ci ha indicato, drammaticamente, che è il momento di rivisitare il funzionamento delle Rsa e dell’intero sistema di assistenza agli anziani. Maggiore efficienza e integrazione socio-sanitaria nella prevenzione, diagnosi e gestione dei pazienti affetti da malattie croniche e nella cura degli anziani.
  6. Modernizzare e adeguare gli ospedali. Interventi per la messa in sicurezza e l’aumento dei posti letto, anche in terapia intensiva, di tutti gli ospedali. Investimenti in tecnologie avanzate per una strategia concreta di riduzione delle liste d’attesa.
  7. Aumentare gli investimenti nel personale sanitario. Adeguamento, in linea con gli altri Paesi europei, degli stipendi del personale sanitario. Più risorse per assunzioni e formazione di una nuova generazione di professionisti.
  8. Garantire l’accesso alle terapie. Aggiornare i Livelli essenziali di assistenza. Garantire l’accesso a terapie innovative e ai piani diagnostici terapeutici avanzati in tutto il territorio nazionale.
  9. Ampliare le borse di studio. Maggiori risorse per le borse di studio per gli studenti meritevoli ma in difficoltà economiche.
  10. Aumentare i posti finanziati per gli specializzandi. Aumento del numero dei posti finanziati, con donazioni pubbliche o private, nelle scuole di specializzazione.