Zona euro, Bce: prezzi case ai massimi dal 2005, bolla immobiliare pronta a scoppiare
Il mercato immobiliare della zona euro è a rischio bolla. Così la Bce nel suo report semestrale secondo cui con le famiglie che hanno accumulato risparmi nel corso della quarantena e con un numero crescente di persone che lavorano da casa, la domanda di abitazioni di proprietà è in crescita, portando ad un aumento dei prezzi di oltre il 7% ai massimi dal 2005.
“I rischi di una correzione dei prezzi a medio termine sono aumentati sostanzialmente, viste le stime crescenti di una supervalutazione dei prezzi delle case” si legge nel report. Malgrado la ripresa dell’edilizia a scopo residenziale, le carenze di manodopera, i colli di bottiglia alle forniture e l’aumento dei costi di produzione stanno pesando sulla capacità del settore di aumentare l’offerta di abitazione, il che spinge in alto i prezzi delle case”, secondo la Bce.
Mentre il settore dell’edilizia commerciale ad alto valore è in ripresa, l’outlook è “particolarmente scadente” per l’edilizia commerciale di minore qualità, con il lavoro da remoto, i timori legati alla situazione sanitaria e la corsa a proprietà più verdi che incanalano la domanda verso il segmento ad alto valore.
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Stellantis ha annunciato una stima di 1,6 milioni di veicoli consegnati nel secondo trimestre del 2026, segnando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. La crescita è principalmente trainata dal Nord America e dall’Europa, mentre il Medio Oriente e il Sud America registrano cali.
Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata a seguito di nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran, con incertezze sull’apertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito sopra i 79 dollari al barile mentre il West Texas Intermediate si avvicina ai 75 dollari. La situazione potrebbe compromettere gli sforzi di ricostruzione delle scorte, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, riducendo le possibilità di soluzioni diplomatiche.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) registra un incremento del 36% nelle vendite trimestrali, segnalando una robusta domanda globale di hardware AI. Le vendite di giugno sono aumentate del 68% rispetto all’anno precedente. Il CEO C.C. Wei avverte che la domanda guidata dai clienti americani supererà la capacità produttiva per anni. Preoccupazioni persistono tra gli investitori sulle spese ingenti dei principali operatori di data center.
Apertura all’insegna della cautela per la Borsa di New York, che si muove intorno alla parità in una seduta dominata dal debutto record di un gigante dei semiconduttori