Weidmann: Bce deve inasprire la politica monetaria se l’inflazione aumenta
La Banca centrale europea (Bce) non sarà in grado di proteggere i governi da costi di finanziamento più elevati se l’inflazione aumenta. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann in un’intervista pubblicata ieri. “La Bce non è chiamata a prendersi cura della sicurezza della solvibilità degli stati”, ha detto il capo della banca centrale tedesca a Welt Am Sonntag rimarcando come la Bce dovrebbe inasprire la sua politica monetaria se l’inflazione aumenta. “Sarà importante guardare anche ai rischi di un’inflazione troppo alta e non solo a quelli di un’inflazione troppo bassa”, sono state le sue parole.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo