10:11 venerdì 14 Gennaio 2022

Webuild: mercato premia ordini record per 10,8 mld. Debito giù  

 

Fuori da paniere principale, protagonista Webuild dopo la pubblicazione dei risultati preliminari per il 2021 che vedono ordini record e il debito in discesa. Nel dettaglio, nel 2021 la società ha registrato “un ammontare record di nuove aggiudicazioni beneficiando dei notevoli piani di investimento in infrastrutture sostenibili lanciati dai vari paesi in cui il gruppo opera”. Il totale dei nuovi ordini acquisiti e in corso di finalizzazione nell’anno sono stati pari a 10,8 miliardi di euro, di cui oltre il 95% in geografie chiave, quali Italia, Stati Uniti, Australia, Francia, Austria e Paesi del Nord.

Webuild segnala inoltre che a seguito del significativo volume dei nuovi ordini, del recupero delle operatività nei vari cantieri, nonostante la persistente incertezza sull’economia globale legata all’andamento epidemiologico, e del miglioramento della gestione del capitale circolante, si riporta al 31 dicembre 2021 una cassa netta per 100-200 milioni di euro, in miglioramento di circa 540-640 milioni rispetto al 31 dicembre 2020 e di 500-600 milioni rispetto al mid-point della guidance 2021.

Tale risultato, spiega la nota, è il più solido registrato dal gruppo dal 2014, anno di costituzione di Salini Impregil attraverso la fusione tra Salini e Impregilo, alla quale si sono susseguite una serie di acquisizioni che hanno dato vita al gruppo Webuild, il più grande player nel settore delle costruzioni in Italia. L’indebitamento lordo è stato di 2,6-2,7 miliardi, in riduzione di 860-960 milioni rispetto al 31 dicembre 2020. I risultati definitivi per l’esercizio 2021 verranno pubblicati il prossimo 17 marzo.

Non sono invece stati forniti aggiornamenti sui risultati operativi della società. L’ultima guidance ufficiale che è stata fornita ad inizio 2021 prevede un fatturato compreso tra 6,5-7,2 miliardi di euro rispetto alla stima di Equita pari a 6,8 miliardi, un Ebitda margin di circa 8% rispetto alla previsione di 7,6% con Ebitda a 516 milioni. “Ricordiamo che Webuild a novembre ha indicato una possibile revisione a ribasso della guidance di Ebitda margin a causa di cost inflation di cui la società si aspetta un recupero solo nel corso del 2022”, sottolineano gli analisti di Equita aggiungendo che “l’andamento del debito conferma il miglioramento della dinamica del circolante (problema storico del settore) anche per effetto del de-risking geografico avviato negli ultimi anni dalla società e del miglioramento del contesto di mercato italiano”.

Intanto a Piazza Affari Webuild si mette in luce, con il titolo che mostra un rialzo di circa il 5% a 2,138 euro.

Il punto tecnico su Webuild (a cura dell’ufficio studi di Borse.it)

Dal punto di vista grafico prosegue il trend rialzista di Webuild, infatti, dai prezzi del maggio 2020 si trova in rialzo di oltre il 70% a quota 2,12 euro. Dai massimi a 2,45 toccati nell’agosto scorso, il titolo ha poi ritracciato e sta ora consolidando l’area di supporto psicologico di 2 euro ad azione. In caso di prosecuzione della tendenza sarà fondamentale superare i 2,20 euro prima di puntare al raggiungimento dei massimi storici. Al contrario in caso di debolezza e prese di beneficio, una violazione al ribasso dei 2 euro potrebbe condurre il titolo verso il successivo livello statico a quota 1,79 euro.

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