Warning della SEC sui rischi di investire in società cinesi quotate a Wall Street
Avvertimento del presidente della Securities and Exchange Commission (SEC), Gary Gensler, agli investitori USA circa il forte rischio legato agli investimenti in società cinesi quotate a Wall Street. Gensler ha detto lunedì in un videomessaggio che ci sono molte cose che gli investitori americani non sanno su alcune società cinesi quotate negli USA, rimarcando il rischio politico e normativo legato al fatto che “il governo cinese potrebbe, come ha fatto diverse volte di recente, cambiare significativamente le regole nel bel mezzo del gioco”.
La SEC ha bloccato per il momento le IPO di ADR di società cinesi e desidera che gli investitori abbiano maggiori informazioni e Gensler ha ribadito che i funzionari statunitensi devono poter ispezionare gli audit finanziari delle aziende cinesi.
Ieri è stata una giornata di forti vendite in particolare sulle EV stock cinesi (-5,87% per NIO, -6,58% Xpeng e -3,49% Li Auto) che nel 2020 sono state protagoniste di forti rialzi dettati dall’euforia verso il settore delle auto elettriche. Ieri sul sentiment sulle EV stock ha pesato anche il tonfo di oltre il 4% di Tesla in scia all’apertura di un’indagine da parte delle autorità Usa sul sistema Autopilot.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo