Wall Street rialza la testa venerdì, ma non basta. Peggiore settimana del 2019
Sembrava una giornata destinata a finire in rosso, invece quella di venerdì scorso scorso è finita in rialzo per Wall Street. Arrivato a perdere l’1,2%, il DJIA ha aggiunto 114,01 punti, lo 0,44%, a quota 25.942,37. L’S&P 500 ha guadagnato 10,68 punti, lo 0,37%, a quota 2.881,40. Il Nasdaq Composite è salito di 6,35 punti, lo 0,08%, a quota 7.916,94. I tre indici hanno archiviato comunque la settimana peggiore del 2019 con cali, rispettivamente, del 2,1%, del 2,2% e del 3%. Il petrolio a giugno al Nymex è scivolato dello 0,1% a 61,66 dollari al barile.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo