Wall Street parte con il piede sbagliato, intimorita da Italia e Brexit
Partenza con il freno a mano tirato per Wall Street, che estende così i ribassi subiti ieri. In avvio di seduta il Dow Jones cede lo 0,77%, rischiando di registrare la striscia di ribassi più lunga negli ultimi cinque mesi, l’indice S&P 500 perde lo 0,87% e il Nasdaq retrocede dello 0,53%. Gli investitori guardano con una certa preoccupazione all’Europa e in particolare alla questione ancora aperta dell’Italia sui conti pubblici e all’evoluzione del processo Brexit.
Dopo l’approvazione del pre-accordo da parte dei ministri inglesi, sono scattate le dimissioni di alcuni ministri, tra cui il segretario per la Brexit, Dominic Raab, e quello nord irlandese, Shailesh Lakhman Vara, e ora si teme per la posizione della stessa May.
Breaking news
TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.