Wall Street nervosa per guerra commerciale Usa-Cina e politica italiana

18 Maggio 2018, di Daniele Chicca

In una seduta che si annuncia volatile, Wall Street apre in lieve flessione, con gli investitori che tengono d’occhio gli ultimi sviluppi politici in Italia e i colloqui sui dazi tra Usa e Cina, giunti al secondo round. Intanto le autorità europee chiedono a Trump l’esenzione totale dai dazi sull’alluminio. Il Dow Jones cede 10 punti, con Intel che è il titolo più venduto in avvio. L’S&P 500, appesantito dai ribassi di tecnologici e settore dei beni al consumo cede lo 0,1%. Da parte sua il Nasdaq arretra dello 0,2%.

Gli investitori sono innervositi anche dal programma presentato da Lega e M5S. Nel contratto si propone l’emissione di minibot, un’ipotesi che “potrebbe essere letta come un tentativo di creare una valuta parallela all’euro e basata sul gettito fiscale futuro”, dice a Wall Street Italia Paolo D’Ambra di Exante. A questo proposito Morya Longo sul Sole 24 Ore sottolinea l’aumento della “correlazione tra lo spread BTp-Bund e il cambio franco svizzero-euro”, in un’ottica di possibile innesco di una fuga di capitali.

La notizia viene diffusa in una giornata segnata da un listino italiano FTSE MIB sotto pressione, -1,37% in questo momento e, soprattutto, dal rialzo dello spread a 157 punti base. I CDS intanto salgono ai massimi da gennaio. Il tutto mentre sul valutario i rialzi del dollaro mettono sotto pressione l’area dei mercati emergenti.