Wall Street in rialzo, fari sulle trimestrali delle banche
Seduta in rialzo ma sotto i massimi ieri a Wall Street. Il venire meno, almeno temporaneo, delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha permesso agli indici di rimbalzare tanto che l’S&P 500 ha riportato in positivo il suo bilancio da inizio 2018.
Gli investitori si preparano ai conti delle banche con cui la stagione delle trimestrali Usa entra nel vivo: oggi toccherà a JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo. A sostenere i listini è stata anche l’apparente apertura del presidente Usa di trattare un ingresso nella Trans-Pacific Partnership.
Arrivato a guadagnare fino a 402 punti, il DJIA ne ha aggiunti 293,6, l’1,21%, a quota 24.483,05. L‘S&P 500 è salito di 21,8 punti, lo 0,82%, a quota 2.663,99. Il Nasdaq Composite ha messo a segno un rialzo di 71,22 punti, l’1,01%, a quota 7.140,25.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo