Wall Street ignora timori legati ai rendimenti Usa sopra la “linea di Maginot”
Il Dow Jones, l’indice S&P 500 e il Nasdaq mettono a segno rialzi compresi tra lo 0,4 e lo 0,55%. Secondo lo strategist sul Forex di Danske Bank Christin Tuxen “la storia del balzo dei rendimenti Usa è stato il tema principale delle ultime 24 ore, ma non ci aspettiamo un incremento eccessivo visto che l’economia Usa continua a essere nella fase finale del ciclo economico”.
Kerry Craig, strategist di JP Morgan AM, ha dichiarato a Bloomberg TV che “per noi sono più importanti i motivi” per cui i rendimenti salgono, con un miglioramento delle prospettive di crescita, un po’ più di inflazione e un ciclo di strette monetarie più aggressivo scontato dai mercati”. Tutti segnali che confermano il fatto che l’economia si trova in un buono stato di forma.
A livello settoriale e di singoli titoli, si segnalano i risultati positivi di Verizon e Caterpillar e l’andamento al rialzo del settore tecnologico. In flessione invece Alphabet (-2,89%), con la società madre di Google che ha pubblicato ieri conti fiscali da cui è emerso un incremento delle spese e dall’entrata in vigore della General Data Protection Regulation, la nuova normativa europea in tema di tutela della privacy (che prevede sanzioni fino al 4% delle entrate in caso di violazioni). Domani l’appuntamento è invece con Facebook (-0,17%), un altro gruppo interessato dalle nuove normative Ue.
Un miglioramento delle condizioni di liquidità e creditizie in Cina, intanto, sta dando una mano all’azionario cinese e mondiale.
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I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre piĂą evidenti
Le dichiarazioni di UniCredit in merito all’offerta su azioni Commerzbank