Wall Street: futures positivi dopo migliore settimana da inizio anno. Fed attesa al varco questa settimana
Futures Usa positivi dopo che lo S&P 500 e il Nasdaq hanno concluso la migliore settimana di contrattazioni dal febbraio di quest’anno, con l’indice benchmark che ha testato venerdì scorso un nuovo record.
I futures sul Dow Jones salgono di oltre 100 punti, quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,30%, mentre quelli sul Nasdaq 100 incassano lo 0,29%.
L’indice Dow Jones ha terminato la scorsa settimana con un guadagno settimanale del 4%, interrompendo la scia negativa di quattro settimane e riportando la migliore settimana dal mese di marzo.
Lo S&P 500 ha incassato – sempre su base settimanale – un guadagno del 3,8% e il Nasdaq Composite è avanzato del 3,6%: entrambi gli indici della borsa Usa hanno riportato il rialzo settimanale più sostenuto dall’inizio di febbraio, lasciandosi alle spalle i timori per la variante Omicron.
A rincuorare gli investitori è stata la pubblicazione, lo scorso venerdì, del dato sull’inflazione Usa relativo all’indice dei prezzi al consumo, il cui balzo è stato pressocché in linea con le attese ed evidentemente già prezzato dai mercati.
Il dato è salito a novembre dello +0,8% su base mensile, scattando al rialzo del 6,8% su base annua, raggiungendo così il record dal giugno del 1982.
Gli economisti intervistati da Dow Jones avevano stimato un rialzo del 6,7%, anche in questo caso al record dal 1982, rispetto al 6,2% del mese di ottobre.
L’inflazione Usa core misurata dall’indice dei prezzi al consumo esclusi i prezzi dei beni energetici e dei beni alimentari, è salita dello +0,5% su base mensile, scattando al rialzo dal 4,6% al 4,9% su base annua, in linea con le attese.
Sebbene in forte crescita, i numeri sull’inflazione non hanno riservato grandi sorprese, fattore che ha rasserenato il sentiment sui mercati.
C’è da dire che la Federal Reserve ha già indicato di essere pronta a intervenire, rafforzando ulteriormente il tapering appena lanciato, che per ora prevede un taglio degli acquisti di asset al mese di $30 miliardi, rispetto al totale che ammontava ogni mese a $120 miliardi.
Particolarmente da falco sono state le dichiarazioni, degli ultimi giorni, del presidente della Fed Jerome Powell, che ha affermato che sarebbe forse il caso di smettere di affiancare l’aggettivo “transitorio” alla parola “inflazione”.
La riunione del Fomc – braccio di politica monetaria della Fed – inizierà domani 14 dicembre, per concludersi dopodomani 15 dicembre con l’annuncio sui tassi: secondo gli economisti, Powell & Co annunceranno una accelerazione del tapering, che dovrebbe anticipare la fine del programma di Quantitative easing prima della scadenza fissata al giugno del 2022.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
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tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play