13:34 venerdì 10 Dicembre 2021

Wall Street futures in lieve rialzo in attesa dato inflazione Usa. Peloton, Tesla e Southwest giù, boom Oracle +11% post trimestrale

Wall Street in lieve rialzo, in attesa del dato Usa market mover che sarà reso noto nella giornata di oggi: si tratta del dato parametro dell’inflazione rappresentato dall’indice dei prezzi al consumo, relativo al mese di novembre.

Le prospettive non sono affatto rassicuranti e alimentano le scommesse di una Fed sempre più hawkish. Secondo gli economisti intervistati da Dow Jones, il dato – che sarà reso noto dal dipartimento del Lavoro, alle 14.30 ora italiana – segnerà infatti un rialzo del 6,7%, al record dal giugno del 1982.

La Federal Reserve ha già indicato di essere pronta a intervenire, rafforzando ulteriormente il tapering appena lanciato, che per ora prevede un taglio degli acquisti di asset al mese di $30 miliardi, rispetto al totale che ammontava ogni mese a $120 miliardi.

Tra l’altro, particolarmente da falco sono state le dichiarazioni, la scorsa settimana, del presidente della Fed Jerome Powell, che ha affermato che sarebbe forse il caso di smettere di affiancare l’aggettivo “transitorio” alla parola “inflazione”.

Alle 13.30 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones salgono dello 0,25%, a 35.748 punti; i futures sullo S&P 500 avanzano dello 0,34% a 4.675 punti, mentre i futures sul Nasdaq salgono dello 0,29% a 16.198 punti circa.

Tra i titoli protagonisti di oggi, sicuramente Tesla, che in premercato cede l’1% circa dopo la notizia relativa all’ennesima decisione del ceo Elon Musk di smobilizzare nuove azioni del colosso delle auto elettriche. Stando ai documenti depositati presso la Sec, Musk ha venduto altre
934,091 azioni Tesla, per un valore totale di $963,2 milioni. L’AD ha esercitato anche contratti di opzione per l’acquisto di 2,17 milioni di azioni Tesla.

Il calo del titolo Tesla -successivo alla caduta di ieri, pari a -6% – potrebbe essere stato provocato anche dall’ultimo tweet di Elon Musk in cui si legge – ma non si capisce, come al solito, se si tratti di uno scherzo o di una dichiarazione seria – che il ceo starebbe considerando l’opzione di lasciare le sue occupazioni per diventare “un influencer”.

Boom di buy invece sul titolo Oracle, che schizza di oltre +11% dopo che la società americana ha diramato ieri i suoi risultati di bilancio.

Dalla trimestrale è emerso un eps pari a $1,21 su base adjusted, meglio degli $1,11 attesi dal consensus degli analisti.

Il fatturato, nel secondo trimestre fiscale dell’anno, è salito inoltre del 6% a $10,36 miliardi, meglio dei $10,21 miliardi attesi.

Riguardo alla guidance, Oracle prevede un eps per il suo terzo trimestre fiscale compreso tra $1,14 e $1,18 su base adjusted, e un fatturato in rialzo tra il 3% e il 5%.

Gli analisti intervistati da Refinitiv prevedono utili su base adjusted di $1,16 per azione su un giro d’affari di $10,56 miliardi, fattore che implicherebbe per il fatturato un aumento del 5% circa.

Vendite su Southwest Airlines, dopo che gli analisti di Goldmaan Sachs hanno rivisto al ribasso il rating, sottolineando che, in generale, il settore delle compagnie aeree è suscettibile al rischio di inflazione.

Il rating è stato abbassato da “neutral” a “sell” Male anche Alaska Air Group.

Le quotazioni della società di attrezzi da fitness Peloton, anche, sono in ribasso, dopo il tonfo superiore a -11% di ieri.

Credit Suisse ha downgradato la sua view sull’azione, sottolineando che il ritorno in palestra degli amanti del fitness e altri cambiamenti nelle spese dei consumatori incideranno negativamente sulla redditività del gruppo.

Il rating sul titolo Peloton è stato abbassato a “neutral” da “outperform”, mentre il target price è stato ridotto da $112 a $50.

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