Wall Street chiude in calo, mercato immobiliare scricchiola
Chiusura in live e calo ieri a Wall Street in attesa di ulteriori sviluppi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Nel frattempo, il governatore della Federal Reserve ha ribadito il suo approccio paziente in materia di tassi. Quanto ai dati, i prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane Usa a dicembre sono cresciuti al passo piu’ lento da quattro anni.
Nel finale, il DJIA ha ceduto 33,97 punti, lo 0,13%, a quota 26.057,98. L’S&P 500 ha perso 2,21 punti, lo 0,08%, a quota 2.793,90. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 5,16 punti, lo 0,07%, a quota 7.549,30. Il petrolio ad aprile al Nymex e’ salito di 2 centesimi a 55,5 dollari al barile.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo