Vivendi risale in Telecom Italia, detiene quota del 23,15%
Il colosso francese di Vincent Bolloré detiene una quota pari al 23,15% di Telecom Italia. Lo indica una nota del gruppo francese che spiega che Vivendi, successivamente alla diluizione della sua partecipazione nel capitale sociale di Telecom Italia dal 24,68% al 21,91%, ha acquistato ulteriori azioni ordinarie Telecom Italia sul mercato al fine di portare la propria partecipazione ai livelli precedenti.
La diluizione è il risultato della scadenza di un prestito obbligazionario con conversione obbligatoria in azioni ordinarie Telecom Italia. Le operazioni sono state notificate all’autorità di vigilanza statunitense (SEC) e saranno altresi’ comunicate alle autorità ù di vigilanza italiana (Consob) in conformità con le disposizioni regolamentari applicabili in tali paesi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.