Utili sotto le attese, Julius Baer corre ai ripari
Redditività sotto le attese per la banca privata svizzera Julius Baer, che ha lanciato un programma di riduzione dei costi che prevede un taglio del 2% della forza lavoro.
Nel 2018, la banca ha visto gli utili salire del 2,7% rispetto all’anno precedente a 735,5 milioni di franchi svizzeri (644 milioni di euro) mentre i proventi operativi sono aumentati del 3,6% a 3,3 miliardi di franchi.
La raccolta netta di nuovi capitali è stata pari a 17,4 miliardi di franchi, in aumento del 4,5%, in linea con l’obiettivo di crescita del 4-6%, ma al di sotto delle aspettative degli investitori. Il patrimonio gestito è diminuito dell’1,6% a 382,1 miliardi a fronte del forte calo dei mercati finanziari nella seconda metà dell’anno.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play