Usa: vendite al dettaglio giù, a livelli da recessione
ROMA (WSI) – Reso noto dal fronte macroeconomico Usa anche il dato relativo alle vendite al dettaglio, che ha gettato un’ulteriore ombra sull’outlook dell’economia degli Stati Uniti.
Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Commercio Usa, le vendite al dettaglio sono calate a febbraio – tenendo conto degli aggiustamenti stagionali – dello 0,1%. Non solo: il dato di gennaio è stato rivisto al ribasso, indicando una flessione peggiore, pari a -0,4%. In media, la flessione delle vendite al dettaglio è stata di – 0.54% negli ultimi due mesi.
Su base core, il dato ha riportato una performance invariata a febbraio. E’ vero che su base annua l’indicatore ha accelerato il passo, salendo a un tasso +3,1% rispetto al +3% di gennaio. Tuttavia il trend è ben al di sotto del potenziale, e a livelli da recessione. Le vendite al dettaglio sono inoltre scese per due mesi consecutivi, registrando il trend peggiore in un anno.

Il secondo grafico mette in evidenza come il trend, su base annua, sia simile a quello riportato nelle fasi di recessione.

Il calo delle vendite al dettaglio ha interessato quasi tutti i settori:
- Vendite di veicoli a motori -0,2%
- Vendite di mobili e articoli arredamento per la casa -0,5%
- Vendite di prodotti elettronici -0,1%
- Vendite di beni alimentari e bevande -0,2%
- Vendite presso le stazioni di servizio: -4,4%
- Vendite online: -0,2%
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.