Immobiliare Usa: tassi salgono, frenata delle richieste sui mutui
ROMA (WSI) – Frenata per le richieste di mutui negli Usa. Stando a quanto ha riportato l’associazione di settore Mortgage Bankers Association, la scorsa settimana le richieste di mutui sono scese dell’1% su base settimanale.
Il motivo risiederebbe soprattutto nella flessione delle operazioni di rifinanziamento, che sono scese -3%. In particolare, la quota di rifinanziamento rapportata alle richieste di mutui si è attestata al minimo dallo scorso luglio, complice l’aumento dei tassi di interesse.
I tassi tassi dei mutui a 15 anni erogati dalle banche sono saliti lievemente, al 3,19%; il tasso medio per i mutui a 30 anni è cresciuto al 3,94%, per i prestiti pari o inferiori a $417.000.
I prestiti per un ammontare superiore a $417.000, noti come i mutui jumbo, sono calati lievemente al 3,82%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.