Usa, scorte all’ingrosso non implicano nulla di buono per il Pil
Per via di un pesante calo dell’offerta (e vendite) di auto e di prodotti agricoli negli Stati Uniti, i dati sulle scorte di magazzino all’ingrosso si sono ristretti dello 0,5% ad aprile su base mensile. È la contrazione più amplia da maggio 2013 ed è più marcata di quella attesa dagli analisti (-0,3%).
Le cifre sono peggiori di quelle preliminari (-0,3%) e fanno presagire che il Pil Usa potrebbe sorprendere in negativo nel secondo trimestre. Le previsioni della Fed di New York sono per una variazione positiva del 2,25% del Pil da aprile a giugno.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo