Usa, Rudy Giuliani è in pole position per il posto di Segretario di Stato sotto Trump
Rudolph Giuliani, uno dei politici che è sempre rimasto al fianco di Donald Trump anche nei momenti più difficili della sua campagna elettorale, verrà premiato per la sua lealtà. L’ex sindaco di New York è infatti in pole position per il ruolo di Segretario di Stato nell’amministrazione Trump. Lo riferisce l’agenzia di stampa Associated Press, citando fonti ben informate sui fatti.
Giuliani diventerebbe il diplomatico numero uno del nuovo governo Trump, il magnate immobiliare eletto presidente che si insedierà a gennaio. Il membro 72enne del partito Repubblicano ha già fatto capire di volere l’incarico. Se così fosse la sua priorità sarà quella di distruggere l’ISIS. Giuliani dovrà però prima battere la concorrenza dell’ex ambasciatore John Bolton, considerato un altro “guerrafondaio” e falco militare. La politica estera della prima potenza al mondo, dettata negli ultimi quattro anni da Barack Obama e John Kerry, è destinata a cambiare.
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STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.