Usa: richieste sussidi disoccupazione invariate, mercato lavoro solido
Nella settimana terminata lo scorso 9 luglio, il numero dei lavoratori degli Stati Uniti che ha fatto richiesta per la prima volta al fine di ottenere i sussidi di disoccupazione è rimasto invariato su base settimanale, a quota 254.000. Il dato ha confermato la solidità del mercato del lavoro Usa. Gli analisti avevano previsto un aumento dei sussidi a 265.000 unità .
Da segnalare che le richieste dei sussidi di disoccupazione sono rimaste sotto la soglia di 300.000 unitĂ per la 71esima settimana: si tratta della fase piĂą duratura dal 1973.
La media delle ultime settimane delle richieste iniziali dei sussidi è scesa lo scorso mese di 5.750 unità a quota 259.000, ovvero al minimo in due mesi e mezzo.
Da segnalare inoltre che negli Usa il numero totale dei lavoratori che beneficia dei sussidi di disoccupazione, relativo alla settimana terminata lo scorso 2 luglio, è salito di 32.000 a 2,15 milioni di unità .
Gli Usa sono ufficialmente entrati nel loro ottavo anno di ripresa economica. Tuttavia, nonostante il recente e ottimo report occupazionale che ha indicato una creazione di 287.000 posti di lavoro, la creazione di occupazione del 2916 è rallentata a un tasso medio mensile di 172.000, rispetto ai +229.000 del 2015.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.