Usa: richieste iniziali sussidi disoccupazione meglio delle stime
Buone notizie dal fronte macro Usa. Nella settimana terminata il 2 luglio, le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione sono scese di 16.000 unità al minimo in quasi tre mesi di 254.000. Il dato è stato migliore delle attese, con gli analisti di MarketWatch che avevano previsto un valore a 265.000 unità .
I licenziamenti sono rimasti estremamente bassi, anche se le assunzioni si sono smorzate all’inizio della primavera. Stando a quanto riporta lo stesso sito MarketWatch, le aziende non vedono grandi ragioni per licenziare, dal momento che le vendite appaiono solide e sul mercato del lavoro è più difficile trovare personale qualificato.
L’effetto è che le richieste dei sussidi sono scivolate al minimo dal valore più basso post-recessione che è stato testato lo scorso aprile, a 248.000.
La media delle richieste dei sussidi delle ultime quattro settimane è calata di 2.500 unità a 264.750. Il numero totale dei lavoratori che in Usa beneficia dei sussidi, relativo alla settimana terminata il 25 giugno, è sceso di 44.000 unità a 2,12 milioni di unità .
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.