Usa: ordini beni durevoli +0,8%, aziende ancora riluttanti a investire
Nel mese di marzo, gli ordini Usa per i beni durevoli sono saliti +0,8%, sostenuti soprattutto dall’aumento delle richieste di attrezzature militari. Tuttavia le prenotazioni si sono confermate deboli, nella maggior parte delle categorie.
Il dato si è confermato inoltre peggiore delle attese, dal momento che gli analisti avevano previsto un incremento del 2%. La verità è che le aziende rimangono ancora caute sul fronte delle spese e degli investimenti.
Gli ordinativi per gli aerei commerciali sono scesi -5,7% a marzo, anche se Boeing, dal canto suo, ha assistito a un forte rialzo: ben 69 ordinativi, rispetto agli appena due di febbraio.
Gli ordini di nuove macchine e autocarri sono scesi -3%, a fronte delle vendite dei costruttori di auto, che nel mese di marzo sono state le più deboli in tredici mesi.
Escluso il settore dei trasporti, gli ordini sono scesi dello 0,2%.
E gli ordini dei beni durevoli considerati core sono scesi su base annua per il 14esimo mese consecutivo: una scia ribassista mai vista in 60 anni, al di fuori dei periodi in cui gli Usa sono scivolati in recessione.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play