Usa: nuovi occupati in aumento a settembre, ma meno del previsto
Cresce ancora l’occupazione americana a settembre: secondo i dati ufficiali l’economia ha aggiunto 136mila posti di lavoro, meno rispetto alle attese, comunque: gli economisti avevano previsto un incremento di 150mila unità. I dati relativi ai posti di lavoro creati a luglio e agosto sono stati, inoltre, rivisti al rialzo con un incremento complessivo di ulteriori 45mila unità.
Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione si registra un calo al 3,5%, il dato più basso dal dicembre 1969; i disoccupati nel mese di settembre sono stati 275mila. Si riduce però la crescita dei salari orari: +2,9% negli ultimi 12 mesi, contro il precedente +3,2%.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.