Usa: non solo Black Friday, nel Thanksgiving boom acquisti online a $1,5 miliardi
Nel giorno del Black Friday arrivano dati più che confortanti sullo shopping Usa online. Stando ai dati raccolti da Adobe Digital Index, negli Stati Uniti le spese online sono balzate di quasi +14% su base annua, salendo a un valore di $1,5 miliardi nelle ore comprese tra la mezzanotte e le 17 della giornata di ieri, Festa del Ringraziamento.
Di norma è il giorno successivo al Thanksgiving, ovvero il Black Friday, quello che inaugura ufficialmente l’inizio della stagione di shopping natalizio negli Usa. Tuttavia, la sua popolarità sta attraverso un periodo di declino, dal momento che diversi colossi dell’e-commerce, in primis il gigante Amazon lanciano offerte a prezzi stracciati durante tutto l’arco dell’anno. Molti offrono sconti anche settimnane prima dell’arrivo del “Venerdì nero”, per cercare di battere la competizione e il contesto economico in cui la domanda non è ancora al suo pieno potenziale.
Così ha commentato il boom degli acquisti Christopher Baldwin, amministratore delegato di BJ’s Wholesale Club, che compete nell’East Coast soprattutto con i punti vendita Sam’s Club del colosso Wal-Mart.
“Il Black Friday non è più un evento che dura solo un giorno, ma si è trasformato in un evento che dura diverse settimane”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo