Usa, Ism manifatturiero batte le attese ma resta in contrazione
L’indice manifatturiero ISM degli Stati Uniti ha battuto ampiamente le attese, ma il miglioramento su base mensile non è stato sufficiente a registrare un’espansione in un settore che è in fase di attività depressa da ormai un anno. Detto ciò, l’indice ha toccato i massimi da settembre. L’ISM si è attestato a 49,5 punti in febbraio, in rialzo dai 48,2 di gennaio e più su dei 48,5 previsti.
L’indice manifatturiero di Markit non è il solo dato macro ad essere stato pubblicato oggi: a gennaio le spese per le costruzioni hanno riportato una crescita dell’1,5% mese su mese, più ampia del +0,3% previsto e del +0,6% del mese precedente (dati rivisti a +0,1%).
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.