Usa: in attesa dato cruciale, richieste sussidi disoccupazione confermano solidità lavoro
Dal fronte macro Usa, in attesa del market mover dei mercati che condizierà soprattutto la decisione della Fed – ovvero del report occupazionale che sarà diffuso domani, venerdì 2 settembre – sono arrivati i numeri sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione.
Nella settimana terminata il 27 agosto, il numero degli americani che hanno fatto richiesta per la prima volta al fine di ottenere i sussidi è salito di 2.000 unità, a quota 263.000 unità, ma il livello dei licenziamenti è rimasto vicino ai minimi del periodo successivo alla fine della recessione.
Confermata dunque la solidità del mercato del lavoro Usa. Il dato, tra l’altro, è stato migliore delle attese degli analisti, che avevano previsto un valore di 265.000 unità. La media delle ultime quattro settimane si è attestata a 263.000 anch’essa, in calo di 1.000 unità.
Il numero dei lavoratori Usa che continuano a beneficiare dei sussidi di disoccupazione è salito, nella settimana terminata lo scorso 20 agosto, di 14.000 unità, a 2,16 milioni.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo