Usa: effetto Trump continua, record per posti di lavoro nel settore privato
Continua ad avere un impatto sul mercato del lavoro americano l’effetto Trump: il rapporto ADP sul settore privato ha mostrato un risultato positivo a marzo per i livelli di occupazione in Usa e promette ben in vista del report governativo di venerdì.
Dopo il report ADP eccezionale di febbraio, che ha visto 298 mila posti di lavoro creati, l’incremento maggiore in sei anni di tempo, anche a marzo gli Stati Uniti sono riusciti a generare molte più posizioni del previsto nel privato: 263.000 sono stati i nuovi impieghi creati dalle aziende, mentre le attese erano per un risultato pari a 185.000. I dati di febbraio, pur restando positivi, sono stati successivamente ritoccati al ribasso da 298 mila unità a 245 mila, il livello più alto da dicembre 2014.
Con politiche pro aziende e protezioniste, il presidente americano ha promesso di creare milioni di nuovi posti di lavoro nel paese. I gruppi produttori di beni hanno creato 82.000 nuovi posti di lavoro, mentre le imprese di costruzioni 49.000 e il settore manifatturiero 30.000. Secondo quanto riferito all’emittente CNBC da Daniel Tarullo, al suo ultimo giorno di incarico alla Fed, i dati confermano che il trend nel mercato de lavoro è positivo.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo