Usa: effetto petrolio. Licenziamenti +22% su base annua
Il numero dei licenziamenti nelle imprese statunitensi ha rallentato il ritmo a febbraio rispetto al mese precedente, passando dai 75.114 taglia a 61.599, per un calo del 18%. Ciononostante la variazione sul febbraio del 2015 resta indicativa: i licenziamenti sono stati il 22% in più. E’ quanto ha reso noto la società globale di outsourcing Challenger, Gray & Christmas.
A giustificare il trend è soprattutto il calo dei prezzi del petrolio, che ha spinto numerose aziende del settore nella direzione del downsizing: i tagli delle società legate all’energia hanno costituito il 40% del totale di febbraio, con 25.051 unità in meno.
Importanti anche i ridimensionamenti del settore tecnologico, che, nei primi due mesi dell’anno, vedono diminuire i dipendenti di 16mila unità, in crescita del 143% rispetto all’anno precedente.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.