Unicredit azzera rialzi, calo monstre di Mps. Pesano Bce e Fitch

20 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Titolo Unicredit azzera la maggior parte dei guadagni incassati nelle prime battute della sessione, successivi alle indiscrezioni sull’arrivo di otto offerte circa per sua divisione Pioneer . Dopo un solido rialzo, il titolo azzera gran parte dei guadagni e alle 11.16 segna una variazione di appena +0,10%, a 2,056 euro.

Sell off sui bancari, su cui si mette in evidenza il calo monstre di MPS.

Reuters Italia riporta il daily odierno di Luca Comi di Icbpi, secondo cui le indiscrezioni su un possibile slittamento del piano non sono alla fine una sorpresa:

“Le indiscrezioni stampa non rappresentano una sorpresa alla luce dei recenti avvicendamenti ai vertici manageriali del gruppo e delle complessità dello scenario”.

Comi invece richiama un report di Fitch di ieri in cui l’agenzia di rating parla di rischi di esecuzione del piano di Mps sulla dismissione degli npl “che resta fonte di preoccupazione a livello di intero sistema bancario domestico”.

Da segnalare inoltre il fattore “Bce” con Ignazio Angeloni, membro del consiglio di vigilanza della Bce, che parla di “variazioni abbastanza consistenti” negli Srep per singole banche. Un analista intervistato da Reuters che ha scelto l’anonimato ritiene che questo possa riguardare Mps, Banca Carige e Banco Popolare.

Ancora Reuters segnala:

“Poco prima delle 10,30 il prezzo indicativo di Mps è a 0,183 euro, poco sotto il minimo segnato in continua. Volumi interessanti nonostante le numerose sospensioni: già scambiati oltre 14 milioni di pezzi contro la media mensile di 43,4 milioni. Lo stoxx europeo delle banche cede lo 0,80%”.

Si ricorda che da ieri il titolo Mps non è più nell’indice Stoxx Europe 600.