Unicredit (-2,5%) e Bper guidano caduta banche Ftse Mib, crescono timori frenata economia
Male oggi le banche del Ftse Mib con Unicredit e Bper che viaggiano nelle retrovie con ribassi superiori al 2,5 per cento. Calo marcato anche per Banco BPM (-1,4%) nonostante KBW abbia alzato il rating a market perform. Intesa Sanpaolo è quella che limita di più i danni cedendo l’1,7% circa.
A pesare sul sentiment di mercato e sulle banche c’è il nuovo picco mondiale di infezioni da COVID-19 guidato dalla variante Delta e il suo potenziale impatto sull’economia globale. La preoccupazione degli investitori si sta quindi spostando dall’inflazione alla crescita a livello globale. Di riflesso sul’obbligazionario va in scena la discesa dei rendimenti di Bund e Treasury Usa. Attesa oggi per il dato sulle vendite al dettaglio Usa che potrebbe confermare il rallentamento dello slancio economico. Focus anche sul discorso di Powell (Fed).
Intanto, sul fronte interno, prosegue il negoziato di Unicredit con il Tesoro per rilevare la parte commerciale di MPS. Un’offerta sul tavolo del Tesoro non è ancora arrivata, ma in questa fase prosegue e si lavora alla due diligence che potrebbe concludersi già a fine mese. Secondo quanto anticipato da “Il Corriere della Sera” entro questa settimana il ceo Andrea Orcel potrebbe avere tra le mani il primo rapporto sull’operazione. Uno dei nodi nella trattativa con il Governo resta quello degli esuberi.
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TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.