Ue: costo del lavoro rallenta ma resta in aumento, tranne che in Italia

16 Settembre 2016, di Daniele Chicca

I costi orari del lavoro nell’area euro sono aumentati dell’1% rispetto a 1,6% nello stesso periodo dell’anno scorso. Le attese degli analisti erano per un risultato di +1,5%. Nel blocco a 28 dell’Ue sono aumentati dell’1,4% dopo il +1,6%. Sono le cifre pubblicate oggi da Eurostat. In Italia il costo del lavoro, una delle spese principali sostenute dal datore di lavoro a livello di produzione dell’impresa, è invece sceso dell’1,1%. Le pressioni sul fronte dei prezzi sembrano insomma impostate per rimanere molto moderate anche nei prossimi trimestri.

Con i dati dei singoli paesi che avevano mostrato un calo marcato del costo del lavoro in Germania (-1%, ai minimi degli ultimi nove trimestri dell’1,8% su base annuale), una contrazione ulteriore in Spagna e un rallentamento della crescita dei salari in Francia, le cifre erano destinate a registrare una frenata rispetto al tasso del +1,7% (sempre su base annuale) visto nei primi tre mesi dell’anno.