Tesla: titolo sotto pressione a Wall Street, paga doppio affondo Sanders-Burry contro Musk
Titolo Tesla sotto pressione a Wall Street dopo il botta e risposta su Twitter tra il suo fondatore Elon Musk, e Bernie Sanders, senatore democratico del Vermont, che si era candidato alla nomination presidenziale del Partito Democratico in occasione dell’Election Day prima del 2016 e successivamente del 2020.
“Dobbiamo pretendere che chi è estremamente ricco paghi la sua giusta quota. Punto”, ha detto Sanders. Pronta la risposta di Musk: “Continuo a dimenticare che sei ancora vivo”.
In un tweet successivo, il numero uno del colosso produttore di auto ha rincarato la dose: “Vuoi che venda altre azioni, Bernie? Basta che tu lo dica”.
Mr Big Short Michael Burry è tornato ad attaccare inoltre Musk sempre via Twitter, affermando che, a suo avviso, il ceo di Tesla non ha bisogno di contanti, vuole solo vendere le azioni della sua azienda. Il titolo Tesla perde il 2,65% in premercato.
Burry, che ha posizioni short su Tesla, nel tweet pubblicato nelle ultime ore ha spiegato il suo punto di vista:
“Affrontiamolo. @elonmusk ha preso in prestito 88,3 milioni di azioni, ha venduto tutte le sue ville, si è trasferito in Texas e chiede a @BernieSanders se dovrebbe vendere più azioni. Non ha bisogno di contanti. Vuole solo vendere $TSLA”.
Lo scorso venerdì è arrivata la notizia relativa alla decisione di Elon Musk di vendere altre azioni Tesla per un valore complessivo di $687 milioni, oltre dunque i $5 miliardi di azioni smobilizzati nell’arco della settimana, a seguito dell’esito del sondaggio lanciato su Twitter.
Il fondo fiduciario di Elon Musk aveva smobilizzato più di 3,5 milioni di azioni per un valore superiore a $3,88 miliardi, tra martedì e mercoledì della settimana scorsa. Queste transazioni non erano state di tipo 10b5, il che significa che non erano state programmate. Sempre in quei giorni, altri documenti avevano riportato che il fondatore di Tesla stava procedendo alla vendita di un blocco separato di azioni TSLA, nell’ambito di un piano lanciato lo scorso 14 settembre. Queste vendite avevano riguardato più di 930.000 azioni, per un valore superiore a $1,1 miliardi. Nel complesso, gli smobilizzi erano così ammontati a $5 miliardi.
Venerdì si apprendeva che Musk aveva venduto altre 639.737 azioni del produttore di auto elettriche, per un ammontare di $687 milioni.
Le mosse erano state successive all’esito del sondaggio con cui Musk aveva chiesto ai suoi followers su Twitter se avrebbe dovuto vendere il 10% della sua quota detenuta nel colosso da lui fondato.
“Notate bene, non percepisco nessuno stipendio o bonus. Ho solo azioni. Di conseguenza, l’unico modo che ho per pagare le tasse è vendere azioni”, aveva scritto su Twitter, lanciando il sondaggio nella giornata di sabato 6 novembre.
Il sondaggio di Twitter si era chiuso poi domenica 7 novembre, poco dopo le 14.15 ora di New York, con il 58% dei 3,5 milioni di followers che avevano partecipato alla survey che avevano risposto con un “SI”.
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