16:42 mercoledì 15 Luglio 2026

IRTOP, l’EGM a 11,1 miliardi di capitalizzazione con 205 società

Nel panorama finanziario italiano si sta consumando un sorpasso storico. Al 31 maggio 2026, l’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita, ha superato il mercato regolamentato (EXM) per numero di emittenti quotati. Il listino growth conta ora 205 società e 11,1 miliardi di capitalizzazione complessiva.

Il dato emerge dalla XIII edizione dell’Osservatorio ECM, curato dall’Ufficio Studi di IRTOP Consulting e presentato oggi a Milano. Lo studio fotografa un mercato che, pur risentendo del complesso scenario internazionale, si conferma il motore trainante del tessuto industriale italiano e un canale d’accesso privilegiato alla finanza straordinaria.

Numeri record e fondamentali solidi per le PMI

Nonostante la prudenza degli investitori a livello globale, i numeri aggregati dell’EGM evidenziano fondamentali economici in decisa salute. Sulla base dei bilanci 2025, le società quotate hanno generato un giro d’affari complessivo di 10,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, l’impatto occupazionale registra un progresso del 10%, con la forza lavoro complessiva che supera la soglia dei 28.500 dipendenti.

La “carta d’identità” dell’emittente medio nel 2025 delinea una realtà strutturata: 59,5 milioni di euro di ricavi medi, un EBITDA di 7 milioni di euro (con un margine del 12%) e una solida posizione finanziaria netta attiva (cassa) di 8,7 milioni di euro. Inoltre, il mercato dimostra una generosa politica di remunerazione: nel 2026 sono 53 le società che hanno distribuito dividendi per complessivi 142,8 milioni di euro, garantendo un dividend yield medio del 3,1%.

Il rallentamento delle IPO e l’outlook per il 2026

Se i dati di bilancio sorridono, il mercato delle nuove quotazioni risente inevitabilmente della congiuntura internazionale. “Il 2026 ha segnato un forte rallentamento del numero di IPO in Europa e in Italia, riflesso diretto di un contesto caratterizzato da elevata volatilità geopolitica, tensioni sui mercati energetici e incertezza macroeconomica” ha commentato Anna Lambiase, CEO di IRTOP Consulting e Direttore Scientifico dell’Osservatorio.

Al 10 luglio si registrano infatti solo 4 nuove IPO sul mercato EGM per una raccolta complessiva di 36,6 milioni di euro. Tuttavia, la fiducia nel lungo termine rimane elevata: l’Outlook di IRTOP Consulting stima per la fine del 2026 il raggiungimento di un target di 215 società quotate, per una capitalizzazione complessiva di 12,3 miliardi di euro.

Tecnologia, AI e la mappa geografica del mercato

Sotto il profilo settoriale, l’EGM si caratterizza per una spiccata propensione all’innovazione. Il comparto tecnologico rimane il più rappresentato con 49 società (il 24% del totale). All’interno di questa dinamica, spicca il focus sull’Intelligenza Artificiale: sono 28 le aziende attive in questo campo (pari al 14% del mercato), con una capitalizzazione aggregata di 1,2 miliardi di euro. Le performance di questo sotto-segmento sono notevoli, come dimostra l’ “AI Index” che nel 2025 ha messo a segno un +17% rispetto al +9% dell’indice generale FTSE Italia Growth.

Geograficamente, la Lombardia si conferma il baricentro finanziario del Paese ospitando il 39% delle società quotate, seguita dal Lazio (10%) e dall’Emilia-Romagna (8%).

Le riforme all’orizzonte: PIR, fondi pensione e il ruolo del TFR

Per sbloccare l’enorme potenziale inespresso del risparmio privato italiano – stimato in migliaia di miliardi di euro in liquidità inattiva – l’Osservatorio individua tre pilastri normativi fondamentali:

  1. La riforma della previdenza complementare: le nuove regole sul TFR entrate in vigore il 1° luglio 2026 dovrebbero incrementare progressivamente le masse gestite dai fondi pensione. Sulla scorta del modello svedese, convogliare queste risorse di lungo periodo verso le PMI quotate potrebbe dare stabilità all’azionariato e colmare lo sconto valutativo che penalizza le Small Cap italiane.

  2. Il rilancio dei PIR e la riforma del TUF: interventi legislativi mirati e la semplificazione delle regole di quotazione facilitano sia l’accesso al mercato sia la permanenza delle aziende sui listini.

  3. Il Bonus IPO strutturale: IRTOP Consulting suggerisce di rendere permanente il credito d’imposta sui costi di quotazione (CDI) fissando l’importo massimo a 500 mila euro per singola operazione, stimando uno stanziamento pubblico annuo necessario non inferiore ai 13 milioni di euro.

Il confronto con l’Europa

Se in Italia l’EGM cresce in controtendenza rispetto al calo di altri mercati growth continentali (come l’AIM di Londra o l’Euronext Growth di Oslo), sul piano dimensionale il divario con l’estero rimane sensibile. L’AIM di Londra vanta 609 emittenti per 79 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre Euronext Growth Paris conta 286 società per oltre 16,8 miliardi di euro.

La sfida per il mercato italiano nei prossimi anni sarà quindi di natura qualitativa e dimensionale: incrementare il flottante medio (oggi inferiore o uguale al 30% per oltre metà del listino), favorire operazioni di aggregazione (M&A) e stimolare l’ingresso sistematico degli investitori istituzionali domestici ed esteri

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