Tasse Ue: primato Italia per aliquota implicita lavoro. Occhio a tassazione proprietà

11 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Un rapporto dell’Unione europea fa il punto della situazione sulle tasse periodiche che vanno a colpire il patrimonio immobiliare nell’area. Nel report sulla tassazione, si legge che tali tasse “hanno attratto una crescente attenzione da parte dei governi perchè in molti paesi sono basse e costituiscono potenzialmente una fonte per aumentare il gettito e vengono considerate nello stesso tempo meno dannose per la crescita economica”.

Il rapporto pubblicato dalla Commissione europea monitora i trend della tassazione nell’Unione.

In Italia il gettito da questa tassa è di poco superiore al 2%: viene superata solo da Francia, Regno Unito, Grecia, Danimarca, Belgio, Spagna, a fronte di una media Ueche è del 2,5%, e a fronte della media dell’Eurozona, pari al 2,3%. Il tasso più alto di imposizione sulla proprietàin rapporto al pil viene rilevato in Francia (3,2% nel 2014), nel Regno Unito (3,1%) e in Grecia (2,6%). Tassi più bassi in Croazia, Lussemburgo e Malta (quest’ultima non pratica alcuna tassa di questo tipo).

Dal report Ue emerge inoltre che l’aliquota implicita sul lavoro in Italia è la più elevata nell’Unione europea e nel 2014 si è attestata al 43,9%. In Belgio era al 43,5%, in Austria al 43%. Piu’ bassa era a Malta (23,2%), Bulgaria 623,7%), Regno Unito (25,3%). L’aliquota implicita emerge dal rapporto tra il gettito fiscale e la relativa base imponibile.

In generale, la Commissione evidenzia, sulla base dei dati 2014, il livello di imposizione fiscale e della contribuzione sociale obbligatoria in Unione europea sia più elevato rispetto a Usa e Giappone: 38,8% del pil, 13 punti percentuali sopra gli Usa e 8 sopra il Giappone.