Super dollaro anche nel 2017? Il grafico che conferma l’assist dei Treasuries Usa
Sul mercato valutario, indebolimento del dollaro, dopo che nella sessione di ieri il Dollar Index ha iniziato il 2017 riportando il guadagno più forte in oltre due settimane.
Sullo sfondo prosegue la fase positiva della valuta Usa, che nel 2016 è salita per il quarto anno consecutivo per la prima volta in oltre 30 anni. In particolare, il Bloomberg Dollar Index ha terminato il 2016 riportando il rally, su base trimestrale, più forte dal 2008, grazie ai Treasuries Usa decennali, che hanno offerto, all’interno delle economie del G7, il differenziale di rendimenti più elevato dal 1999.

A dicembre il Dollar Index aveva testato il massimo in 14 anni, sulla scia delle speculazioni di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed nel 2017.

Nella sessione odierna, sul mercato valutario, la forza del dollaro mette nuovamente sotto pressione le quotazioni dell’euro, che scende al momento dello 0,23% a $1,0431. Il dollaro sale anche nei confronti dello yen, +0,37% a JPY 117,98; sterlina-dollaro quasi invariata, +0,03% a $1,2282; l’euro sale sullo yen, +0,13% a JPY 123,06, mentre scende sulla sterlina, con -0,28% a GBP 0,8493. Euro-franco svizzero -0,09% a CHF 1,0695.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.